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POLITICA

Stamattina colloquio Conte-Mattarella al Quirinale

Lega: "Voto unica alternativa ". Salvini oltre un'ora a Palazzo Chigi da Conte

A Palazzo Chigi anche Di Maio. Il premier stamane al Quirinale per un colloquio con il presidente Mattarella. Nel pomeriggio il Capo dello Stato ha ricevuto al Quirinale il presidente della Camera, Roberto Fico

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Vertice Conte-Salvini a Palazzo Chigi nel pomeriggio. L'incontro è durato oltre un'ora. Nessuna dichiarazione da parte del leader della Lega che, prima di lasciare la sede del governo, si è intrattenuto alcuni minuti al telefono nel cortile. Salvini ha quindi lasciato Palazzo Chigi in auto, atteso a Pescara per un comizio.

Fonti del M5S hanno riferito che nelle stesse ore pomeridiane Luigi di Maio è rimasto al lavoro nel suo ufficio a Palazzo Chigi. Il capo politico dei 5S ha rotto il silenzio verso sera, lasciando il palazzo del governo insieme al presidente del Consiglio.

Di Maio: "Giornata difficile, ma sono tranquillo. Lavoriamo per il Paese"
"Giornata difficile, stiamo lavorando per il Paese, sono tranquillo", dice Luigi Di Maio lasciando palazzo Chigi per andare, come racconta lui stesso, alla festa per i 25 anni di suo fratello. Alle domande dei cronisti su una eventuale parlamentarizzazione della crisi, replica: "Non ci sono i se, quello che posso dire è che stiamo lavorando per il Paese". "Sono tranquillo, vi auguro buon lavoro e buona giornata. Vi ringrazio per il lavoro, so che vi stiamo rovinando qualche giorno di ferie", aggiunge."Ci sono tutti i colloqui in corso che servono, Palazzo Chigi è pagato per lavorare per gli italiani", conclude.

In una nota ufficiale, oggi la Lega ha chiarito di non volere rimpasti e che l'unica alternativa a questo governo è ridare la parola agli Italiani con nuove elezioni. Il Movimento 5 stelle chiede chiarezza agli alleati. Il premier Conte stamane è andato al Quirinale per un colloquio con il presidente Mattarella. 

Mattarella vede Fico: calendario Camera e possibili sviluppi della crisi
Il presidente della Repubblica ha convocato il presidente della Camera, Roberto Fico, per un esame della situazione, dopo le fibrillazioni della maggioranza registrate sia ieri sia oggi. Mattarella avrebbe incontrato Fico per valutare con lui gli eventuali tempi di riconvocazione della Camera - convocata per il 9 settembre - e, in caso di qualunque tipo di comunicazione, dovrebbe essere riaperta prima del termine previsto. Nulla è stato però ancora deciso: si attendono gli sviluppi del confronto interno ad esecutivo e maggioranza, dunque nessun accenno è stato ancora fatto sull'eventualità di portare in Parlamento un dibattito relativo allo scontro in atto in queste ore. Non è invece salito al Colle il presidente del Senato, Maria Elisabetta Casellati, poiché si trova fuori Roma.

Al centro del colloquio, chiesto dal presidente della Camera, viene spiegato, le modalità e le tempistiche di convocazione delle Camere in caso di eventuale crisi di governo. Va ricordato, infatti, che entrambi i rami del Parlamento sono attualmente in ferie: il Senato da oggi - ieri si è svolta l'ultima seduta - e la Camera dal 1 agosto. Dunque, nel caso in cui la situazione dovesse precipitare ulteriormente e fosse necessario 'parlamentarizzare' la crisi, occorrono tempi tecnici per la convocazione delle Camere, in modo da dare la possibilità a deputati e senatori di far rientro a Roma.

Lega: "L'unica alternativa a questo governo sono le elezioni"
"Ogni giorno che passa è un giorno perso, per noi l'unica alternativa a questo governo è ridare la parola agli Italiani con nuove elezioni". Così la Lega, che ribadisce la sua posizione: "Mai chiesto né chiederemo poltrone, lontani da qualsiasi ipotesi di rimpasto di governo". "C'è la consapevolezza e la presa d'atto che, dopo le tante cose buone fatte, da troppo tempo su temi fondamentali per il Paese come grandi opere, infrastrutture e sviluppo economico, shock fiscale, applicazione delle autonomie, energia, riforma della giustizia e rapporto con l'Europa - si fa osservare - tra Lega e 5 stelle ci sono visioni differenti".

"Il voto di ieri sulla Tav ne è solo l'ultima, evidente, irrimediabile certificazione. L'Italia ha bisogno di certezze e di scelte coraggiose e condivise, inutile andare avanti fra no, rinvii, blocchi e litigi quotidiani", rimarca il partito di Salvini. 

Lega: nessuna ipotesi di ritiro dei nostri ministri
Matteo Salvini non sta valutando di ritirare la delegazione dei ministri leghisti dal governo, precisa l'ufficio stampa della Lega in una nota diffusa a commento di alcune indiscrezioni di stampa.

M5S: Lega incomprensibile, siano chiari
Le parole della Lega sono giudicate non chiare dai 5 stelle, che controreplicano, pressandola ad uscire ufficialmente allo scoperto: "La nota della Lega è incomprensibile. Dicano chiaramente cosa vogliono fare. Siano chiari". 

Colloquio Conte-Mattarella al Quirinale
In precedenza il presidente del Consiglio Giuseppe Conte aveva avuto un incontro al Quirinale con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.  Un colloquio  che sarebbe stato di tipo  informativo, per fare "il punto della situazione". Non si sarebbe parlato di apertura di crisi e tanto meno di dimissioni.

Il presidente del Consiglio era rientrato a Palazzo Chigi dopo circa un'ora di colloquio con il Capo dello Stato. Il premier, sorridente, non aveva risposto alle domande dei cronisti. Ringraziando chi gli faceva gli auguri per il buon compleanno, Conte aveva detto solo: "Auguri e buon lavoro".

Di Maio: "Noi al governo non per chiedere poltrone, ma per tagliarle"
"I giochini di palazzo non ci sono mai piaciuti e questo dibattito sulle poltrone inizia a stancarmi. Siamo andati al governo non per chiederle, ma per tagliarle. E lo abbiamo messo nero su bianco nel contratto, insieme alla Lega", aveva scritto questa mattina su Facebook il vicepremier Luigi Di Maio, ricordando che a settembre si vota sulla legge costituzionale che taglia il numero dei parlamentari.  

A proposito della legge ora all'esame della Camera, Di Maio ricorda: "C'è una riforma del MoVimento 5 Stelle che aspetta l'ultimo voto il 9 settembre. Il 9 settembre taglieremo definitivamente 345 parlamentari. Significa che alle prossime elezioni molti vecchi politicanti dovranno iniziare a cercarsi finalmente un lavoro". A suo giudizio, "è una riforma epocale contro i privilegi dei politici e in favore del buon senso. Per anni lo Stato ha saputo solo chiedere, dal 9 settembre invece comincerà a restituire qualcosa indietro ai cittadini: risparmiamo mezzo miliardo di euro da mettere su strade, ospedali, sulla riduzione delle tasse.Manca solo l'ultimo voto e mi auguro nessuno si tiri indietro all'ultimo minuto, sarebbe gravissimo. Anzi, sarebbe un segnale al Paese. Il segnale di chi non vuol cambiare nulla. Le parole sono belle ma non bastano.  Servono i fatti". 

Fonti M5S: follia se con la crisi torna governo tecnico
"Leggiamo dai giornali di possibili crisi di governo. Il M5S è al lavoro come ogni giorno per il Paese e dunque lo è anche il capo politico, Luigi Di Maio. Chiunque oggi aprisse una crisi di governo, l'8 agosto, si assumerebbe la responsabilità di riportare in Italia un governo tecnico. Sarebbe folle", facevano sapere poi fonti di governo del M5S.

Le opposizioni invocano il ritorno alle urne
"Questo Paese non ha più una maggioranza. L'esperimento iniziato 13 mesi fa è fallito", sentenzia il leader Pd Nicola Zingaretti, che invita i gialloverdi ad essere "coerenti. Se non c'è una maggioranza parlamentare bisogna andare al voto".

"Le regole istituzionali sono ridotte al ridicolo. I pericoli per la democrazia, in questo momento, non vengono dal rischio di svolte autoritarie o da recrudescenze fasciste. Ma dalla democrazia ridotta a farsa. Occorre reagire con determinazione", scrive su twitter il vicesegretario vicario del Pd Andrea Orlando.

Anche per Forza Italia "il premier Conte dovrebbe togliere l'Italia da una condizione di imbarazzo e di stallo che non fa bene a nessuno. L'unica soluzione è andare presto al voto", afferma la capogruppo Mariastella Gelmini.