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MONDO

Era dal 3 febbraio in carcere

E' libero l'italiano arrestato in Venezuela

Giuseppe Di Fabio era stato fermato per associazione per delinquere e tenuto in carcere con altri sei per oltre tre settimane. Il caso era finito in Parlamento. La famiglia: "Sta bene, ma non può partecipare a manifestazioni o usare il cellulare"

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Giuseppe Di Fabio
di Emma FarnèRoma
E' libero Giuseppe Di Fabio, l'italo-venezuelano arrestato venti giorni fa e tenuto per quasi tre settimane in carcere con l'accusa di associazione per delinquere, istigazione alla violenza e resistenza a pubblico ufficiale. A dare la notizia è la famiglia: "Giuseppe ha potuto festeggiare il compleanno della figlia di un anno. Sta bene", ha detto la sorella Rosalia Isabel che vive in Abruzzo.

"Non può parlare coi giornalisti"
Con Giuseppe erano stati arrestati altri sei uomini, tutti di Voluntad Popular: lo stesso partito per cui l'italo venezuelano è consigliere in una cittadina venezuelana e che si oppone al presidente Nicolàs Maduro. Dopo tre settimane in condizioni durissime, la liberazione: "Gli hanno proibito di parlare coi giornalisti in Venezuela, di usare il cellulare, di partecipare a manifestazioni pubbliche. Inoltre ha l'obbligo di firma ogni trenta giorni", ha spiegato la sorella.

La vicenda
Giuseppe, 26 anni è stato fermato all'uscita di un programma radiofonico. Per la procura venezuelana avrebbe partecipato a violenze in una manifestazione. Ma per la difesa, il giorno dei disordini l'italo-venezuelano era altrove. Il giovane è originario di Corvara, vicino a Pescara dove risiede ancora parte della famiglia. Del caso si erano interessati anche alcuni deputati, che avevano portato la vicenda in Parlamento con interrogazioni e interessato l'ambasciata italiana a Caracas.