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MONDO

Nato povero, emigra a San Paolo e diventa leader sindacale

Chi è Lula, l'ex 'presidente operaio' del Brasile

Luis Inacio Lula da Silva, il primo presidente di sinistra del Paese in più di 50 anni, è stato per otto anni consecutivi capo del governo ed è risucito a far eleggere per due volte il suo successore, l'attuale presidente Dilma Rousseff. Ha più volte ribadito, anche recentemente, che "se necessario" è pronto a ricandidarsi alla presidenza nel 2018

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Lula con Napolitano nel 2008 (LaPresse)
San Paolo
Non è ancora finita. L'ex presidente brasiliano Lula potrebbe ripresentarsi candidato nel 2018: lo ha ribadito ancora una volta il 27 febbraio, durante la festa per i 36 anni del Partito dei lavoratori da lui fondato. "I conservatori dovranno vedersela con me nelle strade insieme ai militanti se vorranno battermi", ha detto, ricordando il suo impegno, "se necessario", a ripresentarsi come candidato della sinistra alla presidenza della repubblica.

Luiz Inácio Lula da Silva nel 2002 è stato il primo leader della sinistra a diventare presidente del Brasile in oltre mezzo secolo, ma sono stati necessari quattro tentativi prima di venire eletto. Otto anni più tardi, al termine del suo secondo mandato consecutivo, godeva di una popolarità più alta di quando si è candidato, caso raro tra i leader latinoamericani.

La sua vittoria elettorale nel 2002 ha segnato la conclusione di un percorso personale senza precedenti: dalla miseria assoluta al palazzo del governo di Brasilia. Lula infatti proviene da una famiglia di umili origini dello stato di Pernambuco, uno dei più poveri del Paese. I genitori erano contadini e non sapevano leggere né scrivere; Lula stesso impara a leggere a 10 anni.

Emigrato a San Paolo ancora piccolo, lavora come lustrascarpe e venditore di arachidi. Poi entra in fabbrica a San Bernardo do Campo, alla periferia di San Paolo, dove da operaio diventa leader sindacale. Nel 1975 viene eletto leader del potente sindacato dei metalmeccanici e nel 1980 fonda il PT, partito dei lavoratori, la prima forza politica di sinistra in Brasile dopo la dittatura militare (1964-1980).

Lula è salito al potere con la promessa di importanti riforme nel sistema politico ed economico del Paese, lo sradicamento della fame e la creazione di una immagine positiva del Brasile all’estero. Alcuni analisti sostengono che a causa di alcuni dei programmi sociali del suo governo - cui hanno beneficiato decine di milioni di brasiliani - Lula ha potuto mantenere la sua popolarità.

Durante i suoi due mandati presidenziali, Lula ha immesso miliardi di euro in programmi sociali, grazie ai quali alcuni analisti affermano che ha contribuito a invertire le disuguaglianze storiche del Brasile. Il salario minimo è stato portato ben al di sopra dell'inflazione e l'aiuto statale per i più poveri è stato istituzionalizzato, con un programma di sovvenzioni per le famiglie, la ‘Bolsa Familia’, ha aiutato circa 44 milioni di persone e consolidato il suo sostegno tra i poveri.

Tuttavia, esperti sostengono che il programma non è riuscito ad affrontare i problemi strutturali che sono alla base della povertà in Brasile, primo fra tutti il basso livello dell'istruzione pubblica. Ci sono anche critiche ai risultati economici del Paese durante il governo Lula: anche se il Brasile ha registrato una crescita annua costante nel periodo 2002-2010, alcuni imprenditori sostengono che è andato perso il vantaggio competitivo rispetto ai rivali internazionali.