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MONDO

Mandela, scatta l'allarme sicurezza per le celebrazioni

La cerimonia di commemorazione di oggi si terrà nello stadio di Johannesburg. Vedrà la partecipazione di 59 leader stranieri, dal presidente Obama al segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon. I funerali a Qunu il 15 dicembre. Non ci saranno il Dalai Lama e il premier israeliano Netanyahu

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Il ricordo di Mandela
Johannesburg
Il mondo si prepara a salutare per l'ultima volta l'ex presidente sudafricano e premio Nobel per la Pace Nelson Mandela. Saranno circa 60 i capi di Stato e di governo presenti in Sudafrica alla cerimonia solenne che si terrà in suo onore nello stadio FNB di Johannesburg, e ai funerali a Qunu.

Quasi 60 leader 
La cerimonia nello stadio che vide l'ultima apparizione pubblica di Mandela, in occasione dei Mondiali 2010, vedrà la partecipazione di 59 leader stranieri, dal leader della Casa Bianca Barack Obama - che andrà con la moglie Michelle - accompagnato dagli ex presidenti George Bush, Bill Clinton e Jimmy Carter al segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon e al suo predecessore Kofi Annan. In Sudafrica arriveranno anche la presidente brasiliana Dilma Rousseff con tre dei suoi predecessori, il presidente palestinese Mahmoud Abbas e il capo di Stato indiano Pranab Mukherjee. Il premier canadese Stephen Harper sarà accompagnato da tre suoi predecessori. Presente anche il premier australiano Tony Abbott.

Letta il 10 dicembre in Sudafrica
Il premier Letta sarà a Johannesburg il 10 dicembre per presenziare alla commemorazione allo stadio. Molti gli esponenti politici europei: per la Francia andranno il presidente Francois Hollande e il suo predecessore Nicolas Sarkozy, da Londra arriveranno il principe Carlo d'Inghilterra - che rappresenterà la regina Elisabetta ai funerali il 15 - e il premier David Cameron, che assisterà alla cerimonia a Johannesburg. Per la Germania ha confermato la sua presenza il presidente federale Joachim Gauck, per la Spagna il premier Mariano Rajoy e il principe Felipe.

Per Ue presenti Barroso e Van Rompuy
Saranno presenti anche - tra gli altri - il presidente della Commissione europea José Manuel Barroso, quello del Consiglio Ue Herman Van Rompuy, il re d'Olanda Willem-Alexander, il ministro degli Esteri olandese Frans Timmermann, il premier danese Helle Thorning-Schmidt, quello norvegese Erna Solberg, il principe Haakon di Norvegia. Tra gli oratori ufficiali, il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, e i presidenti di Usa e Cuba, Obama e Castro. 

Non ci sarà il Dalai Lama
Il Dalai Lama non ci sarà a dare l'ultimo saluto a Nelson Mandela, martedì prossimo a Johannesburg, dove sembrava inizialmente atteso. Ad annunciarlo, senza fornire ulteriori dettagli, è stato il suo portavoce Tenzin Takhla. Ma il ricordo torna immediatamente ai quei due visti negati in passato dal Sudafrica di Thabo Mbeki e Jacob Zuma, accusati all'epoca di aver ceduto alle pressioni del potente partner economico, la Cina, che cerca in tutti i modi di limitare i viaggi del leader spirituale tibetano, simbolo - proprio come Madiba - della lotta non violenta per la libertà del suo popolo.

Assente Netanyahu
Il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu ha deciso di rinunciare a partecipare ai funerali  a causa dell'alto costo del viaggio in Sudafrica. Lo riferisce la stampa
israeliana. Il premier aveva notificato alle autorità sudafricane la sua presenza, ma, riferiscono la radio pubblica e Haaretz, ha deciso all'ultimo momento di annullare il viaggio che sarebbe costato almeno sette milioni di shekel, vale a dire un milione 450 mila euro, per il trasporto e la sicurezza. Il costo dell'affitto di un aereo dell'El Al da solo sarebbe costato 2,8 milioni di shekel e il trasposto di materiale e personale di sicurezza con un volo dell'esercito avrebbe aggiunto al conto altri 3,2 milioni di shekel. Netanyahu era stato oggetto di dure critiche dopo che la stampa aveva rivelato di recente che l'anno scorso le tre residenze del premier sono costate ai contribuenti 700.000 euro.

Allarme sicurezza
La logistica di questo avvenimento inusitato è un incubo e anche la sicurezza è a rischio. Gli uomini della security di Obama sono costretti a muoversi in un contesto che non ha precedenti. Lo Fnb Stadium, il più grande dell’Africa, che prende il nome dalla banca sudafricana che lo ha finanziato, sorge tra Johannesburg e Soweto, cioè nel cuore di una delle massime concentrazioni demografiche africane. Ma i paraggi sono desolati, segnati dalle basse colline giallastre formate in oltre un secolo dal materiale di risulta degli scavi delle miniere d’oro. Da martedì tutte le arterie stradali che lo attraversano saranno deserte: il traffico verrà bloccato da ogni direzione, si potrà arrivare solo a piedi o con dei bus navetta. Il programma è vago: nessuno sa dire chi prenderà la parola, a parte Zuma, quali musiche ci saranno, oltre l’inno nazionale intonato da centomila voci. Per evitare il pericolo del sovraffollamento, tutti i maggiori stadi della regione saranno aperti e vi verranno allestiti maxischermi.