Original qstring:  | /dl/archivio-rainews/articoli/martin-adler-seconda-guerra-mondiale-appennino-bolognese-2aa50934-f1c1-4df1-aa21-fb036f63722b.html | rainews/live/ | true
ITALIA

L'incontro dopo 77 anni

Il soldato Martin riabbraccia i bambini del 1944

Lo scorso Natale la foto di Martin e di tre bambini A Monterenzio, nell'Appenino Bolognese e oggi finalmente si riabbracciano.

Condividi
"Questa volta non preparo il mio zaino per andare in guerra ma una bella valigia per un viaggio di pace, solidarietà e amicizia”. Il soldato Martin Adler è  raggiante. Sono passati 77 anni dall'ottobre del 1944 quando immortalò  Bruno, Mafalda e Giuliana Naldi, i bambini oggi diventati nonni e bisnonni come lui, a Monterenzio sull’Appennino bolognese  in piena Seconda Guerra Mondiale.  


Una storia iniziata con il ritrovamento della foto che lo scorso Natale ha fatto il giro del mondo con migliaia di articoli ed è diventata un libro sulla ancora più incredibile vita del veterano Adler: “I bambini del soldato Martin” del giornalista e scrittore Matteo Incerti che ha anche rilanciato l’appello social della figlia dell’ex  soldato e contribuire al ritrovamento di quelli che il quasi centenario chiama scherzosamente “i suoi bambini per sempre". 

Oggi si corona il sogno del soldato Martin che da sempre ha cercato di ritrovare i "suoi bambini". E questa storia ha il sapore di una  favola con un viaggio realizzato contro ogni barriera: la pandemia, l'età di Martin e che lo vedrà nelle prossime due settimane ripercorrere le tappe principali della sua "Campagna d'Italia": un viaggio a ritroso nel tempo e nei ricordi di questo americano originario del Bronx, figlio di emigrati ungheresi di religione ebraica. Un viaggio tra l’Appennino bolognese e fiorentino dove ripercorrerà i luoghi delle sue battaglie sulla Linea Gotica, Napoli dove fu tre volte tra il 1944 e il 1945 e tornerà anche per vedere l’Ospedale oggi ‘Monaldi’ dove venne ricoverato tre mesi dopo le ferite riportate sull’Appennino bolognese e infine Roma dove entrò da liberatore fresco di citazione per la Medaglia di bronzo conquistata a caro il 3 giugno 1944 a Rocca Priora sui Colli Albani dove cercò di salvare alcuni commilitoni sotto il fuoco nemico. 


“Voglio ringraziare le tante persone che stanno contribuendo ad aiutarci con le spese di viaggio, ad oggi sono stati raccolti oltre 4.400 euro per aiutare nelle ingenti spese di viaggio e anche il “Villaggio della Salute Più” di Monterenzio,  che mi ospiterà nel bolognese, così come l’associazione Gotica Toscana onlus che ha messo a disposizione l’ assistenza medica ” aggiunge il veterano riferendosi alla raccolta fondi lanciata su Facebook che in due settimane ha raggiunto la cifra di 4.450 euro sull’obiettivo di 10.000. “Quello che avanza lo donerò in beneficenza alla Scuola nel Bosco di Siano (Salerno)” dice Adler.  Una vera gara di solidarietà per rendere meno pesante le spese di viaggio di Martin e sua moglie Elaine, da poco novantenne. 

Non contento il vulcanico Martin Adler, realizzerà disegni in ogni città che visiterà farà eventi o presentazioni. ”Sono miei disegni ironici che realizzo al momento, proprio come facevo durante la guerra per dimenticare l’orrore che stavamo vivendo – spiega il veterano-  li donerò ad offerta libera per varie associazioni locali. La vita mi ha insegnato che solo aiutando e facendo qualcosa per il prossimo possiamo amare e costruire la pace” dice il veterano dal cuore d’oro, che dopo la Seconda guerra mondiale ha dedicato tutta la sua esistenza, professionale e non, all’aiuto dei più deboli. Dall’assistenza sociale per i veterani, a direttore di un istituto di salute mentale in un sobborgo di New York fino a presiedere e diventare direttore della  Keller Foundation, una associazione no profit che assiste i sordo-ciechi.