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MONDO

Intervento a In mezz'ora su Raitre

Amb.italiano al Cairo Massari: "Caso Giulio Regeni banco di prova per la credibilità dell'Egitto"

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L'Egitto è per l'Italia "un partner strategico", ma il rapporto con questi Paesi si "costituisce sulla fiducia". Il caso di Giulio Regeni rappresenta "un banco  di prova per l'Egitto, per non far venire meno questa fiducia", ha detto l'Ambasciatore italiano al Cairo Maurizio Massari in collegamento con la trasmissione In Mezz'Ora di Lucia Annunciata, su Raitre. "Questo caso è seguito dall'opinione pubblica di tutto il mondo" e "un'indagine trasparente e chiara è un'opportunità per l'Egitto stesso di consolidare la propria credibilità come sistema Paese. E' nel suo stesso interesse non incrinare questa credibilità", ha concluso Massari.  

La collaborazione dell'Egitto per far luce sulla tragica uccisione di Giulio Regeni "non è da dare per scontata, ma è nel'interesse dell'Egitto stesso", ha dichiarato l Massari. "Penso che nel giro al massimo di qualche settimana capiremo come si sta sviluppando sul piano fattuale, concreto" la collaborazione con le autorità egiziane, ha detto Massari, riferendo di un "nuovo incontro previsto oggi con le controparti egiziane alle quali il nostro team investigativo presenterà una lista di richieste".

"L'azione dell'ambasciata e la sua pressione al Cairo è stata un elemento importante, ed è stata raccordata costantemente con le massime autorità a Roma. Erano tutte azioni strettamente raccordate", ha detto Maurizio l'ambasciatore. "Io il giorno prima del ritrovamento del corpo avevo incontrato il ministro dell'Interno egiziano il quale mi aveva detto che non c'erano ancora informazioni dettagliate circa la sparizione di Giulio e le indagini non avevano portato ad alcun esito concreto - ha proseguito Massari -. Approfittando della visita del ministro Guidi ho chiesto un incontro preliminare con il presidente Al Sisi senza la delegazione economica per discutere del caso. Credo che l'intervento del presidente sia riuscito a smuovere la macchina amministrativa egiziana".  

"Dopo aver avuto la notizia che avevano trasportato Giulio all'obitorio del Cairo mi sono subito recato lì dove ho assistito alla scena drammatica del suo corpo che mostrava inequivocabili segni di violenza, percosse e tortura", ha raccontato l'ambasciatore italiano al Cairo, ricostruendo la sera in cui ha ricevuto la notizia del ritrovamento del corpo di Giulio Regeni.

"Avevamo appena iniziato il ricevimento per 250 businessman italiani e egiziani all'ambasciata quando verso le 20.15, un alto funzionario del ministero degli Esteri mi ha dato informalmente la notizia del ritrovamento del corpo di Giulio - ha raccontato il diplomatico - allora abbiamo deciso di sospendere tutto, il ricevimento e la visita del ministro Guidi, per rispetto nei confronti di Giulio e la sua famiglia".