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ITALIA

Caltanissetta

Mattarella ricorda Saetta e Livatino, giudici uccisi dalla mafia

Il Capo dello Stato Sergio Mattarella ha ricordato a Caltanissetta il sacrificio dei giudici Saetta e Livatino

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Mattarella a Caltanissetta (Foto ANSA)
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella oggi a Caltanissetta ha partecipato alla commemorazione dei magistrati Antonino Saetta e Rosario Livatino, uccisi dalla mafia rispettivamente il 25  settembre 1988 ed il 21 settembre del 1990.
La cerimonia si è  svolta nell'Aula magna del Palazzo di Giustizia, dove è stata scoperta una parete nel corridoio d'ingresso sulla quale sono state tracciate le frasi pronunciate da alcune vittime di mafia.

Il procuratore generale di Caltanissetta Sergio Lari ha ribadito l'importanza del distretto di Corte d'Appello di Caltanissetta: "La presenza del Capo dello Stato è un segnale alla politica nel  momento in cui si parla della sua abolizione", ha detto Lari. A Caltanissetta si celebrano i processi, tra gli altri, per le stragi di Capaci e via D'Amelio.
Ad accogliere Mattarella, il presidente della Corte d'Appello, Salvatore Cardinale, il governatore Crocetta e il presidente dell'Ars Giovanni Ardizzone. Presente anche il  Presidente della Commissione parlamentare antimafia Rosy Bindi.
"Commemorare Saetta e Livatino, è stata l'occasione per ricordare tutti i martiri della mafia, accanto al presidente della Repubblica che ha perso il fratello Piersanti Mattarella ucciso dalla mafia", ha detto Sergio Lari.

"Questa non è una passerella delle vanità - ha detto Asaro, dell'ANM nissena- ma un momento di riflessione  sull'esempio dei due magistrati uccisi dalla mafia attraverso l'esempio delle loro vite e dei loro  provvedimenti. Hanno trattato i processi per quello che erano: l'accertamento dei fatti contestati  all'imputato e basta, senza cercare personalismi e stando lontani dai centri di potere. Li abbiamo conosciuti dopo la loro tragica fine, prima erano solo uomini, magistrati, padri, mariti e figli". Il presidente Mattarella ha ascoltato l'intervento di Asaro, seduto in prima fila accanto alla  vedova di Antonino Saetta.

Livatino esempio di autentico magistrato
Sergio Lari ha ricordato le ultime parole di Livatino agli stiddari che lo uccisero il 21 settembre  del '90. Rivolto ai killer con la pistola in mano il giudice ragazzino chiese: "Cosa vi ho fatto,  picciotti?". Livatino - ha ricordato Lari - "svolgeva il suo lavoro con entusiasmo. Fino al suo ultimo respiro è stato incapace di maledire coloro che lo privavano della sua vita, manifestò solo  il suo stupore. Il magistrato, diceva Livatino, non deve offrire un'immagine austera, ma di persona  seria, responsabile comprensiva e umana, capace di condannare e di capire".

Mattarella al "Cimitero dei carusi"
Il presidente Mattarella, dopo la cerimonia si è recato al "Cimitero de carusi", il sacrario che  ricorda la tragedia del 1881 nella miniera di Gessolungo in cui morirono 65 persone, tra cui 19  bambini che vi lavoravano, per deporre una corona di fiori.