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POLITICA

Palazzo Madama

Mes: ok mozione maggioranza al Senato, sì 156

Conte: confronto in Cdm, su governance troveremo formula giusta

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L'Aula del Senato ha approvato con 156 sì, 129 no e 4 astenuti la risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, sul Consiglio europeo di domani. Nel documento si dà, tra l'altro, mandato al Governo per il via libera alla riforma del Mes.

Approvata anche la risoluzione presentata da Emma Bonino, sulla quale il governo aveva espresso parere favorevole condizionato da una modifica. I sì sono stati 147, i voti contrari 127, gli astenuti 6.

Conte, se sono tranquillo? Certo, lo sono
"Sono tranquillo, certo". Lo dice il premier Giuseppe Conte rispondendo ai cronisti che gli chiedono se è "tranquillo" dopo le parole di Renzi.  "Mi stanno aspettando a Chigi", spiega ancora il premier lasciando Palazzo Madama. "E' importante che ci sia la massima coesione delle forze di maggioranza, è importante parlarsi, il confronto dialettico e la varietà di posizioni, ma anche superare in una sintesi superiore in uno spirito costruttivo, questa varietà di opinioni: non dobbiamo mai disperdere le energie e sempre concentrarci sugli obiettivi che ci stanno a cuore e che giustificano la nostra presenza qui, la nostra azione. La coesione ci consente anche di continuare a batterci in Europa" aveva detto il premier Giuseppe Conte nel suo intervento in Aula al Senato.

Conte: struttura governance necessaria, ma non sarà in manovra
Sul Recovery il premier Conte dice che ci sarà una norma in dl ad hoc e che se ne parlerà in Cdm. "Non c'è scritto da nessuna parte quanti manager ci dovranno essere, comunque serve una struttura per assicurare il monitoraggio dei cantieri e il rispetto dei tempi, è una cosa assolutamente necessaria" ha dichiarato il premier Giuseppe Conte, parlando con i giornalisti. "Tutto ciò ha carattere ordinamentale e quindi non andrà in manovra ma in un apposito decreto legge, torneremo su questo a confrontarci nella sede propria che è quella del governo e il Consiglio dei ministri, lì troveremo la formula giusta", aggiunge.

"Governance fraintesa, non toglie poteri ministeri"
"C'è stato un colossale fraintendimento sulla struttura di missione" per il Recovery plan, "che deve avere compiti di monitoraggio e non sottrarrà potere e competenze ai ministeri" dice ancora Conte. "Dovrebbe solo essere prevista una clausola di salvaguardia nel caso in cui le amministrazioni centrali non possano intervenire a esercitare i poteri sostitutivi", aggiunge.

Amendola: Ultimatum Renzi? Norma da definire, piani in Aula
Il Governo rischia dopo l'ultimatum di Renzi sulla governance del Recovery plan? Come abbiamo dimostrato lavorando insieme sul Mes, il Governo lavora con il Parlamento. Appena il Cdm delibererà sulla Governance manderà il progetto in Parlamento. Dall'inizio per tutto il pacchetto abbiamo deciso di lavorare con il Parlamento. La norma deve essere ancora discussa, sarà tutto alla luce del sole". Così il ministro per gli Affari europei Enzo Amendola intercettato da LaPresse in Senato.

Renzi a Conte: se vuole poltrone le nostre a disposizione
"Se i suoi collaboratori telefonano ai giornali per dire che vogliamo una poltrona in più, sappia che se ha bisogno di qualche poltrona ce ne sono tre, due da ministro e una da sottosegretario, nostre a sua disposizione. Se invece  vuole ragionare sul serio spieghi che questo non è un talk show, non è il Grande Fratello ma la politica". Così il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, aveva detto intervenendo al Senato, applaudito al termine del suo intervento anche dagli scranni della Lega. "Per giocare pulito e trasparente, noi diciamo: se c'è un provvedimento che tiene dentro la governance del Next Generation Eu e la fondazione dei servizi, noi votiamo contro. Lo diciamo con molta lealtà e lo diciamo prima". Così Matteo Renzi, rivolto al premier nel corso del suo intervento al Senato a proposito della legge di bilancio.

Gualtieri: maggioranza coesa su indirizzo europeista
"Grande soddisfazione per il voto di oggi di Camera e Senato. E' un'importante conferma della coesione della maggioranza su un chiaro indirizzo europeista e del lavoro positivo svolto dal governo in Europa. Un mandato pieno che consente l'introduzione anticipata del common backstop e rafforza il ruolo e le ragioni dell'Italia per il completamento dell'Unione bancaria e la riforma dell'Unione economica e monetaria". E' quanto dichiara il ministro dell'Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri, in una nota.

Zingaretti: bene ok a Mes, Governo ora risolva nodi maggioranza
"L'approvazione da parte delle due Camere della posizione a sostegno del MES è una buona notizia. Quella riforma è figlia anche degli sforzi e dell'impegno del Governo Italiano per migliorare una opportunità di credito che il PD continua a vedere utile per l'Italia. Ora per andare avanti è importante trovare soluzioni, soprattutto da parte del governo, ai tanti nodi aperti nella maggioranza". Lo ha dichiarato il segretario del Pd Nicola Zingaretti.

9 senatori M5s non hanno partecipato al voto
Nove senatori M5S non hanno partecipato al voto sulla risoluzione di maggioranza mentre due (Mattia Crucioli e Bianca Laura Granato) sono stati, nel Movimento, i voti contrari. Dei nove assenti in 4 erano "giustificati" secondo quanto spiegato nel pomeriggio da fonti parlamentari M5S. A questi vanno aggiunti Nicola Morra, Laura Angrisani, Rosa Abate, Margherita Corrado, Fabrizio Trentacoste.

Berlusconi: no Fi coerente 
"Oggi Forza Italia alla Camera e al Senato ha votato in modo compatto e coerente contro la ratifica di una riforma del Mes che non è né nell'interesse dell'Italia né in quello dell'Unione Europea". Lo afferma il leader azzurro, Silvio Berlusconi in una nota. "Noi abbiamo chiesto fin dallo scorso anno, prima della pandemia, una diversa e più profonda riforma del MES, che ne facesse un vero strumento paragonabile a un Fondo Monetario Europeo, sotto il controllo delle istituzioni dell'Unione. Siamo contro questo MES, frutto di un cattivo accordo fra stati, proprio perché siamo convintamente europeisti".