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MONDO

Guterres: serve solidarietà europea

Migranti, tensioni a Lesbo: la polizia usa i lacrimogeni

Centinaia di richiedenti asilo manifestano per chiedere una sistemazione dopo gli incendi che hanno distrutto il campo di Moria e dopo aver passato la quarta notte all'addiaccio 

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Sale la rabbia e la tensione a Lesbo, dove centinaia di richiedenti asilo manifestano per chiedere una sistemazione dopo gli incendi che hanno distrutto il campo di Moria e dopo aver passato la quarta notte all'addiaccio. La polizia greca ha usato gas lacrimogeni contro i migranti che a loro volta stavano lanciando sassi contro gli agenti durante la manifestazione. Più di 11.000 persone, tra cui migliaia di bambini, sono rimaste senza casa per quattro giorni. Le autorità dell'isola vogliono trasferire i migranti in centinaia di tende che hanno cominciato a installare con urgenza in un recinto vicino al porto. "Sarà data la priorità alle famiglie, con tende per sei persone. Il processo di ricollocazione inizia oggi", ha spiegato all'Afp il portavoce del ministero dell'Immigrazione, Alexandros Ragavas.

Ministro greco: emergenza sanitaria pubblica
Il ministro greco per le migrazioni, Giorgios Koumoutsakos, ha detto oggi che l'isola di Lesbo, nell'Egeo, sta affrontando un'emergenza sanitaria pubblica dopo che gli incendi di questa settimana hanno devastato il campo di migranti di Moria, enormemente sovraffollato. Parlando questa mattina a Skai TV, Koumoutsakos ha detto che il paese si trova di fronte a una "tripla sfida" che coinvolge "salute pubblica, ordine pubblico e sicurezza nazionale".L'esponente di governo ha espresso poi la "certezza" che gli incendi, scoppiati per la prima volta martedì, siano stati il risultato di un focolaio doloso anche se, finora, nessuno è stato arrestato e non sono state fornite prove concrete di questo. L'inferno è scoppiato il giorno dopo che le autorità hanno annunciato ulteriori misure di blocco nella struttura dopo che dozzine di residenti del campo sono risultate positive al coronavirus.

Guterres, per i migranti di Lesbo serve solidarietà europea 
Il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres ha chiesto ai Paesi dell'Unione europea di dare prova di "solidarietà" e di accogliere i rifugiati del campo di  Moria, a Lesbo, devastato da un incendio che ha lasciato senza alcun riparo oltre 11 mila persone. "E' una tragedia immensa, a mio avviso l'unica soluzione è il trasferimento di questi rifugiati sul continente e spero che ci sia una solidarietà europea" ha detto Guterres in un'intervista all'emittente televisiva TV5Monde. "Ho visto un'iniziativa francese e tedesca ma credo che occorra andare oltre", ha aggiunto, sottolineando che "non si può chiedere ai Paesi di frontiera di risolvere tutto. E' necessario che ci sia una condivisione delle responsabilità all'interno di tutta l'Unione europea".

Scholz, Germania deve fare di più per Moira
Germania e Francia si sono offerte di ricollocare in Ue "400 rifugiati minorenni" sfollati dal campo di  Moria, ma "è solo un primo passo: bisogna fare di più" e Berlino "deve dichiararsi pronta ad accogliere più" richiedenti asilo provenienti  dalla struttura sull'isola di Lesbo distrutta dal fuoco, perché "i  numeri" relativi alle disponibilità di accoglienza arrivati finora dai Paesi Ue "non sono all'altezza delle necessità". Lo sottolinea il  vicecancelliere e ministro delle Finanze tedesco Olaf Scholz (Spd), in una conferenza stampa al termine dell'Ecofin informale a Berlino,  trasmessa dai servizi audiovisivi della Commissione.  "Sarebbe positivo - rimarca Scholz - se anche altri potessero unirsi"  agli sforzi per ricollocare i rifugiati". Quello che è successo a  Moria, continua il vicecancelliere, "è il segno di cosa è andato male  nelle politiche migratorie dell'Ue negli ultimi anni. Posso solo  sperare che questo acceleri un accordo" sulla riforma della politica  di asilo. "Sarei molto felice se l'Ue potesse arrivare ad un accordo  presto, anche per quanto riguarda la solidarietà con i Paesi di  confine dell'Ue", conclude.

Kurz, non accogliamo migranti Lesbo
L'Austria non accoglierà profughi del campo di Moria a Lesbo. Lo ha ribadito il cancelliere Sebastian Kurz in un video messaggio pubblicato su Facebook.Secondo Kurz, non deve ripetersi la crisi dei migranti di cinque anni fa. "Il sistema disumano del 2015 non è compatibile con la mia coscienza", ha detto il leader del partito popolare austriaco Oevp, sostenendo invece la linea degli aiuti in loco" per garantire una sistemazione umana". La questione - ha aggiunto Kurz - non riguarda solo Moria, ma anche altre realtà nel mondo che non godono dell'attenzione mediatica. "A livello europeo - ha annunciato - ci impegneremo per un approccio complessivo. Non serve una politica dei simboli". Secondo il cancelliere, "le terribili immagini della stazione di Budapest" nell'estate 2015 "hanno fatto cedere la politica europea" che ha aperto i confini, mettendo in moto così"addirittura un milione di persone". "I trafficanti hanno guadagnato cifre esorbitanti e innumerevole persone sono annegate nel Mediterraneo", ha proseguito Kurz.  "Solo quest'anno l'Austria ha accolto 3.700 bambini. Ogni settimana è stata accolta la domanda di asilo di circa 100 bambini che hanno così trovato sicurezza in Austria", ha detto il cancelliere austriaco.