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ITALIA

La petizione

Mimmo Lucano, appello a Mattarella per consentire la visita al padre malato

L'ex sindaco è sottoposto al divieto di dimora nel comune di Riace

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Il Comitato 11 giugno, che sostiene Mimmo Lucano, ha promosso una petizione e un appello rivolto al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, affinché sia data la possibilità all'ex sindaco di Riace di poter salutare "dentro le mura della loro casa" il padre 93enne, che "sta trascorrendo quelli che potrebbero essere i suoi ultimi giorni di vita visto il notevole aggravamento della propria situazione di salute (affetto da una grave forma di leucemia è stato colpito anche da un infarto)". "Chiediamo il Suo intervento - si legge nella petizione -affinché, con qualunque strumento a Sua disposizione e considerata la Sua posizione di Garante dei diritti costituzionali, si consenta a Domenico Lucano di poter tornare nel comune di Riace a far visita ed assistere il proprio anziano padre".

Nella petizione si ricorda la vicenda politica e giudiziaria di Domenico Lucano, sottoposto al divieto di dimora nel comune di Riace, "un esilio politico non giustificato da alcuna ragione giuridica".

Numerosi gli attestati di solidarietà a Lucano dal mondo politico, istituzionale e della cultura. Lo scrittore Roberto Saviano scrive in un post su Facebook: "Mimmo Lucano ha il diritto di poter tornare a Riace per riabbracciare per l'ultima volta suo padre anziano, malato e in fin di vita. Mi unisco all'appello del "Comitato Undici Giugno" perché sia immediatamente consentito a Mimmo Lucano di rientrare nella sua città". "Mimmo - prosegue Saviano - è un uomo esiliato, tenuto lontano dalla sua terra e dai suoi affetti. Nel processo in cui è coinvolto, la Cassazione ha demolito l'ordinanza del Riesame, ma l'esilio è stato confermato e ora è di nuovo al vaglio della Suprema Corte. Colpire Mimmo Lucano è stato l'atto più pericoloso di propaganda politica cui abbiamo assistito. Pericoloso per il nostro Paese, per la tenuta sociale, per la sicurezza delle nuove generazioni. Una propaganda iniziata con Minniti e continuata da Salvini". "Bisognava criminalizzare il sistema Sprar - conclude Saviano - ovvero l'unico tipo di accoglienza sana che fa bene a italiani e immigrati, sinonimo di integrazione e sicurezza vera. Demolire la Riace di Lucano è stato per l'Italia un punto di non ritorno e ne pagheremo le conseguenze. Ora però uniamoci e chiediamo che sia consentito a Mimmo Lucano di poter salutare suo padre, non per pietà, ma per giustizia".