Original qstring:  | /dl/archivio-rainews/articoli/minacce-antisemite-tagliacozzo-dobbiamo-continuare-lotta-7ee242a1-1959-49e1-9217-963e5797275c.html | rainews/live/ | true
ITALIA

Incursioni antisemite online

Torino. Minacce e insulti antisemiti a Lia Tagliacozzo. La scrittrice: dobbiamo continuare lotta

Raid nazista online durante la presentazione sul web del suo libro "La generazione del deserto". La figlia: "Mi si rompe il cuore". Nei mesi scorsi, sempre con le stesse modalità, sono stati denunciati altri tre casi a Torino, sempre durante presentazioni e iniziative culturali

Condividi
Lia Tagliacozzo, che vive a Roma, è un'esperta di cultura ebraica e ha scritto libri per adulti e bambini. Ha girato l'Italia raccontando le storie descritte nelle sue opere ed ha ricevuto pesanti minacce e insulti antisemiti da parte di un gruppo di filonazisti durante la presentazione online del suo libro 'La generazione del deserto", promossa dal Gruppo studi ebraici di Torino.

Le parole di Tagliacozzo dopo l'accaduto 
"È rimasta la consapevolezza che quella con loro è una guerra e che l'abbiamo vinta noi, e che dobbiamo continuare a vincerla. Il fascismo non è morto nel '45 e dovremo continuare a lottare contro le sue brutture, questo mi è chiaro".

"Mi preme anche sottolineare - aggiunge - che dopo quei due deliranti minuti che hanno visto protagonisti questi vili e codardi odiatori, la presentazione è proseguita in modo naturale. Con più gente di prima. È così che dobbiamo vedere questa vicenda, guardando avanti, con la consapevolezza che dobbiamo continuare a lottare e a vincere questa guerra". 

"Con resistenza civile, contrapposta alla loro violenza. Senza paura, anche se paura possono pure farla. Sono violenti, intrusivi, meschini. Ma noi siamo molti di più e più forti. Hanno falcidiato famiglie come la mia, ma siamo ancora qui. A contrastare il fascismo. Per sempre". Tagliacozzo si è poi detta sorpresa del blitz online. "Non me lo aspettavo proprio, ero tranquilla a casa mia a Roma, e non sapevo pure nulla di questo tipo di aggressioni via etere. D'altronde la rete è lo specchio del mondo reale, vuol dire che ci attrezzeremo bene bene anche qui". 

L'episodio non è l'unico. Nei mesi scorsi, sempre con le stesse modalità, sono stati denunciati altri tre casi a Torino, sempre a presentazioni di iniziative culturali. 

Il dolore e la rabbia dei figli della scrittrice
In un post di Sara De Benedictis, figlia della scrittrice, pubblicato su Facebook dopo l'incursione online con minacce razziste e antisemite si legge: "Mi era già successo di trovarmi in situazioni di tensione e anche di scontro con gruppi fascisti e neonazisti. Questa volta è stato diverso. Questa volta era diretto proprio a me, proprio a 'noi', per il fatto di essere ebrei. Quello che è successo mi ha sconvolta. Oggi mi si sta rompendo il cuore, dalla rabbia". Il libro racconta 'la generazione del deserto', che racconta "storie di famiglia, di giusti e di infami durante le persecuzioni razziali in Italia". "Voglio condividere il mio schifo rispetto a quello che è successo - scrive Sara De Benedictis.

Sui social ha scritto anche l'altro figlio di Tagliacozzo, Daniele De Benedictis. Ricorda che all'incontro online partecipava anche il nonno Fernando: "Ero preoccupato e addolorato per lui - scrive - ma lui era preoccupato per noi. Io e mia sorella non abbiamo dovuto subire la deportazione di un padre e di una sorella, la piccola Ada, 8 anni. Io e mia sorella non abbiamo dovuto nasconderci per sopravvivere, lui si preoccupava per noi, perché noi non avevamo mai subito la foga nazista e fascista sulla nostra pelle, cosa potevano fare a lui un paio di fascisti da tastiera? (...). Il nemico è là fuori, subdolo e schifoso, il nostro dovere, in quanto esseri umani, è combatterlo".

 Anpi: "Solidarietà" a Lia Tagliacozzo per vile oltraggio subito 
"Ferma e sdegnata condanna" dell'Anpi torinese per l'aggressione online subita da Lia Tagliacozzo in occasione della presentazione del suo libro. "L'episodio dimostra una presenza molto attiva delle organizzazioni fasciste e naziste, dotate di sedi operative nella nostra città, strutturate per centri di interesse, sociale e sportivo, evidentemente operanti anche per aggressioni in rete - commenta l'Anpi in una nota - questa situazione esige un decisivo intervento delle autorità competenti per porre fine alle ricorrenti manifestazioni fasciste che offendono la nostra città, Medaglia d'oro al valor militare per la Resistenza".

"Alla Comunità ebraica, all'Istoreto e alla scrittrice Tagliacozzo che tiene viva la memoria della tragedia dello Shoah, va la più sentita solidarietà dell'Anpi per il vile oltraggio subito - prosegue la nota - ancora una volta l'Anpi conferma il suo impegno per ottenere il rispetto e l'applicazione delle leggi che vietano l'espressione, l'apologia del fascismo e la ricostituzione del partito fascista".