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POLITICA

Terrorismo: piano formazione per Imam, evitare "fai da te"

Minniti: sicurezza periferie priorità per il Viminale

Tolleranza zero - dice inoltre il ministro dell'Interno in audizione di fronte alla commissione di inchiesta sulla sicurezza e sullo stato di degrado delle città - nei confronti dei roghi tossici. E sulle occupazioni: bisogna coniugare legalità e umanità

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Controlli, arresti, sequestri. Linea dura del ministro dell'Interno Marco Minniti  che - nel corso di un'audizione di fronte alla commissione di inchiesta sulla sicurezza e sullo stato di degrado delle città e delle periferie - ha ricordato come il piano messo a punto dal governo stia dando i suoi frutti. Il piano - che si è svolto in due fasi - maggio-giugno, luglio-settembre - ha portato al controllo di 55mila persone e all'arresto di 327 persone, al controllo di 10mila veicoli e al sequestro di 57 auto. Poi ha ricordato che al 12 settembre sono stati emanati più di 700 ordini di allontanamento, a cui sono conseguiti 80 daspo urbani. La maggior  parte di questi si sono avuti a Napoli e Palermo. 

Il ministro dell'Interno - ha poi sottolineato - che per controllare in modo più capillare il territorio si ricorrerà sempre di più all'utilizzo delle nuove tecnologie con l'installazione di sistemi di videosorveglianza sempre d'intesa con i sindaci dei Comuni interessati. In particolare sulle misure anti-terrorismo ha spiegato: "Il Patto con le comunità musulmane in Italia sta funzionando, ci stanno inviando i nomi degli imam e soprattutto abbiamo predisposto un piano di formazione per imam italiani dentro le università italiane. Tutto questo lo considero un tassello fondamentale delle politiche di sicurezza nel nostro Paese, è tra i punti più importanti delle cose fatte finora". Ed ha aggiunto: "Basta guardare a quanto successo di recente a Barcellona, per capire che queste sono questioni cruciali. Dalle indagini del Mossos d'Esquadra - ha aggiunto - emerge che, probabilmente, il capo della cellula, che prima ha pensato a un clamoroso attentato con esplosivo e poi all'attacco alla Rambla, era un imam. La cosa più importante è evitare che ci possano essere imam 'fai da te'", ha concluso. 

Minniti ha poi affrontato il capitolo accoglienza ricordando come il governo stia facendo il massino sforzo per gestire il fenomeno: "cancellare la parola 'emergenza' permetterà ai sindaci di valutare con più serenità il progetto messo in campo. Su questi temi vorrei fosse cancellata la parola 'emergenza'. Ed ha aggiunto: "la cosa che l'Italia non puo permettersi è dividere le politiche di sicurezza in politiche blindate, perché si colpirebbe al cuore la vocazione del nostro Paese. Bisogna trovare un equilibrio tra sicurezza e vivibilità". Il ministro ha ricordato inoltre che il nostro Paese è sempre in prima linea nel salvataggio dei migranti che approdano sulle nostre coste ricordando come "il codice di comportamento è stato fatto per tutelare le Ong, per evitare generalizzazioni. Non è un caso che la maggioranza delle Ong abbia firmato quel codice e ora sta operando". 

Due le priorità: roghi tossici e occupazioni. Nel primo caso - spiega Minniti - "è mia intenzione mettere in campo misure di carattere straordinario di controllo del territorio d'intesa con i Comuni interessati. Il tema riguarda - prosegue -soprattutto Roma, Napoli e Torino e in parte minore Milano, aggiungendo che "su questo tema deve passare il messaggio che c'è tolleranza zero, perchè impatta sulla vita e sulla salute dei cittadini, ed è il punto terminale di una catena criminale che va spezzata e sconfitta". E ricorda che se necessario per combattere il fenomeno verrà utilizzato anche l'esercito. Nel secondo caso invece Minniti parla di interventi preventivi per evitare nuove occupazioni ricorrendo ad un monitoraggio permanente di quest'ultime. Bisogna che il concetto di legalità vada di pari passo con quello di umanità. Per questi - conclude - presto verrà fatto un censimento  con i comuni per individuare edifici nuovi. 

Secondo i dati del Viminale infine "diminuiscono in maniera significativa le rapine in  banca, le rapine negli uffici postali, l'usura, l'estorsione e la ricettazione, i furti in abitazione e le rapine in abitazioni. Aumentano, invece, gli incendi e i danneggiamenti in seguito ad incendi. Sono due dati, questi ultimi, molto connessi all'estate 'calda' che abbiamo avuto", ha concluso Minniti.