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POLITICA

Interviene il Quirinale

La replica di Napolitano: "Monti arrivò dopo il logoramento del governo Berlusconi"

Lettera del Capo dello Stato al Corriere dopo le indiscrezioni pubblicate in giornata: "Nel 2011 la maggioranza era divisa fra tensioni interne, Monti fu una risorsa presa in considerazione dopo la crisi"

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La lettera di Giorgio Napolitano al Corriere della Sera
Un'interpretazione che "è solo fumo". Il Presidente della Repubblica rompe gli indugi e prende carta e penna per scrivere al Corriere della Sera dopo le anticipazioni sul libro di Alan Friedman. Nel suo ultimo lavoro il giornalista parla di una serie di "sondaggi" condotti dal Capo dello Stato mesi prima la caduta del governo Berlusconi per portare Mario Monti a palazzo Chigi. Dopo le polemiche conseguenti, arriva la posizione ufficiale del Colle.

Napolitano nella lettera parla di fatti incontrovertibili. E cioè il logoramento della maggioranza di centrodestra, il divorzio con un pezzo dell'ex Alleanza nazionale capeggiato da Gianfranco Fini, le tensioni e i dissensi interni all'esecutivo. Il tutto portò l'8 novembre alla bocciatura in Parlamento del rendiconto generale, con il successivo impegno di Silvio Berlusconi a dimettersi dopo l'approvazione della legge di stabilità.

Napolitano ribadisce che soltanto dopo questi eventi riscontrò la convergenza ampia che portò il Professore a diventare premier. In precedenza, invece, il Capo dello Stato si limita ad ammettere che aveva ricevuto diverse volte per dei colloqui Monti al Quirinale, ma solo come "prezioso punto di riferimento" per il suo impegno europeistico.