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ITALIA

Il controesame del pm

Concordia, Schettino: il naufragio? Colpa degli ufficiali, con 30 secondi in più la manovra riusciva

Francesco Schettino risponde alle domande accusando il team di plancia, gli ufficiali di guardia e quelli di macchina. E le sue colpe? "Mi assumo la mia quota di responsabilità - ha detto - sono qui perchè il tribunale le accerti"

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Gli ufficiali sotto di lui in plancia di comando avevano timore di illustrargli la situazione disperata in cui si trovava la Concordia, non gli hanno dato informazioni corrette, "preferirono il morire al parlare". Così Francesco Schettino torna ad accusare il team di plancia del naufragio costato la vita a 32 persone. Poi, però, torna a difendere la sua manovra di emergenza: con 30 secondi in più a disposizione, dice, sarebbe riuscita.

Gli ufficiali pensavano di essere sul Concorde, non sulla Concordia
"Una cosa è discostarsi dalla rotta a 0,5 miglia dall'isola, una cosa è credere di volare sulla montagna" del Giglio e di "essere sull'aereo Concorde, anziché sulla Concordia": così Schettino, messo sotto pressione dalle domande del pm Stefano Pizza in controesame, ha accusato ancora gli ufficiali in plancia di comando che non lo avvisarono che la nave era fuori rotta.

Se hanno soggezione, facciano un altro lavoro
Il racconto di Schettino in aula è un j'accuse rivolto al suo team: non gli hanno dato informazioni corrette sul naufragio in corso. Non gli hanno detto quanti e quali compartimenti fossero allagati, non lo tenevano aggiorato sulle avarie degli apparati. L'ex comandante deduce che avessero "soggezione psicologica di lui" e che questo abbia provocato il naufragio perchè "un ufficiale ha l'obbligo giuridico di manifestare un pericolo immediato, altrimenti tacere significa cagionarlo".

Il pm: perchè Schettino non si è informato sulla rotta?
"Il mio incantesimo si è rotto quando ebbi la visione della schiuma" presso gli scogli de Le Scole al Giglio e "ho tentato la manovra in emergenza", ha detto Schettino rispondendo al pubblico ministero Stefano Pizza. Risposta non soddisfacente: "Lei doveva togliere i suoi ufficiali dall'equivoco - replica il pm -se c'era questo incantesimo per cui loro stavano muti e anche lei era muto".

E i suoi errori? 
La parte civile incalza. Quali sono, secondo Francesco Schettino, i suoi errori? "Sono qui, ho dato la mia disponibilita' perché il tribunale accerti", si è limitato a rispondere, senza ammettere una mancanza specifica o un errore. Si dice pronto a prendersi la sua quota di responsabilità ma continua a precisare che "il successo dell'operazione dipendeva anche dagli uomini nei posti-chiave".

La commozione per le vittime
Dopo la rabbia, la commozione. Abbassa lo sguardo, il comandante, quando ricorda le fasi del naufragio: "Purtroppo ci furono persone rimaste incastrate tra i terrazzini - ha detto aggravando il tono della voce - sono momenti indimenticati". Sono momenti in cui si segue l'istinto. E lui "in quel momento tra morire, tuffarsi, cadere, sono andato sulla scialuppa".