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ITALIA

L'enigma

La scomparsa di Majorana. Lo scetticismo del nipote sull'esito delle indagini

Dopo che la Procura ha sciolto i suoi dubbi sul fatto che il fisico si fosse allontanato volontariamente e che negli anni 50 fosse vivo in Sud America, arrivano nuove testimonianze sul giallo

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"La scomparsa dello zio Ettore Majorana è stata per la famiglia un momento di enorme dolore, che si perpetua da 77 anni". Lo ha affermato in una intervista a Rai Radio1 Marcello Majorana, nipote del fisico nucleare che nel 1938 fece misteriosamente perdere le proprie tracce. "Zia Dorina, la mamma dello scienziato -  ha rivelato Marcello Majorana - quando morì, alla fine degli anni 50, scrisse nel testamento che lasciava alcune cose ad Ettore per quando sarebbe tornato. Sentiva che era ancora vivo".

Il nipote di Ettore Majorana afferma di essere scettico sulla nuova svolta dell'inchiesta riguardante la scomparsa dell'allievo prediletto di Enrico Fermi: "Ci sono state sempre molte ricerche e nessun risultato - aggiunge -. Ricordo che quando mio padre rilasciava un'intervista sul caso, arrivavano a casa telefonate che dicevano: 'abbiamo visto Ettore sui monti dell'Alaska, lo abbiamo visto con gli extraterrestri', insomma segnalazioni e avvistamenti di ogni genere, ma nulla di concreto".

E sul giallo della scomparsa del fisico, ora c'è anche un testimone che si fa sentire: "Ettore Majorana era sicuramente vivo nel 1981 ed era a Roma. Io l'ho visto". Il testimone riferisce di aver visto Majorana nel centro di Roma 34 anni fa insieme a monsignor Luigi Di Liegro, il fondatore della Caritas romana. Era un senzatetto, che poi è stato riportato nel convento dove era ospitato.