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MONDO

Nissan, mandato di arresto in Giappone per la moglie di Ghosn

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 La magistratura nipponica ha emesso un mandato di arresto per Carole Ghosn, la moglie dell'ex presidente di Nissan, Carlos Ghosn, che il mese scorso ha lasciato il Paese, fuggendo in Libano. Lo rivelano le agenzie Kyodo e Jiji, secondo cui la moglie di Ghosn è accusata di "falsa testimonianza". Carlos Ghosn è a sua volta accusato di cattiva condotta finanziaria in Giappone ed è fuggito a Beirut lo scorso dicembre.
 
 
Intanto Nissan ha fatto sapere che continuerà a perseguire azioni legali contro il suo ex presidente, Carlos Ghosn, nonostante la sua fuga dal Giappone al Libano. "La società continuerà a intraprendere le adeguate azioni legali ritenendo Ghosn responsabile del danno che il suo comportamento scorretto ha causato a Nissan", ha affermato l'azienda in una nota senza fornire dettagli. Giappone e Libano non hanno un trattato di estradizione. Gli esperti hanno affermato che sarebbe difficile riportare Ghosn in tribunale a Tokyo. Il segretario capo di Gabinetto Yoshihide Suga ha affermato che la situazione deve essere gestita attentamente. Il ministero degli Esteri ha dichiarato che l'ambasciatore giapponese ha in programma di incontrare martedì il presidente libanese Michel Aoun.
 
Fuggendo in  Libano, Carlos Ghosn, ex presidente di Renault e Nissan, ha  commesso un atto "estremamente deplorevole" e infranto le  regole del sistema giudiziario giapponese, dichiarato il  gruppo Nissan, che intende continuare a perseguirlo per le  accuse di appropriazione indebita. "La sua fuga in Libano  senza il permesso della Corte, in violazione delle condizioni  della cauzione, infrange il sistema giudiziario giapponese",  scrive il gruppo in un breve statement. "Nissan ha  individuato diversi atti di cattiva condotta attribuibili a  Ghosn dopo un'accurata indagine interna", aggiunge Nissan,  che lo ha denunciato alle Autorita' e licenziato dopo  l'arresto il 18 novembre 2018 a Tokyo. Secondo Nissan,  esistono "prove inconfutabili di illeciti" da parte sua,  "dichiarazioni inesatte sul risarcimento e un'appropriazione  indebita di beni aziendali a vantaggio personale". Nissan  continuerà a cooperare con il sistema giudiziario affinché  Ghosn risponda delle proprie responsabilità; il 65enne  franco-libanese-brasiliano è oggetto di indagini anche in  Francia.