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EUROPA

Le regole del rispetto

Nuove linee di comunicazione Ue: "Non usare indicazioni su religione, etnia, genere"

Niente più "signori e signore" e via il Natale: le festività vanno citate in maniera generica

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Palazzo Berlaymont, Commissione Ue (Pixabay)
"Ogni persona nell'Unione europea ha il diritto di essere trattato in maniera eguale" senza riferimenti di "genere, etnia, razza, religione, disabilità e orientamento sessuale".

Così- scrive Bruxelles nelle sue nuove linee guida - devono sparire "miss o mrs" (signorine e signore) sostituite da un più generico "ms". E anche le festività non dovranno più essere riferite a connotazioni religiose, come il Natale, ma citate in maniera generica: si dovrà dire, ad esempio, le "festività sono stressanti" e non più "il Natale è stressante", si legge nel documento per una "corretta comunicazione", fornito dalla Commissione dal titolo "Union of Equality".

Le linee guida contengono diversi capitoli in cui il trattamento egualitario della persona, secondo l'esecutivo Ue, va preso in considerazione. Nel decalogo della Commissione ci sono alcune raccomandazioni da usare sempre: "Non usare nomi o pronomi che siano legati al genere del soggetto; mantenere un equilibrio tra generi nell'organizzazione di ogni panel; se si utilizza un contenuto audiovisivo o testimonianze, assicurarsi la diversità sia rappresentata in ogni suo aspetto; non rivolgersi alla platea con le parole "ladies" o "gentleman", ma utilizzare un generico "dear colleagues"; quando si parla di transessuali identificarli secondo la loro indicazione; non usare la parola "the elderly" (gli anziani) ma "older people" (la popolazione più adulta); parlare di persone con disabilità con riferimento prioritario alla persona (ad esempio al posto di "Mario Rossi è disabile" va utilizzato "Mario Rossi ha una disabilità"').

Nelle linee guida ci sono anche riferimenti ad una "corretta" comunicazione in merito alle religioni. Ad esempio nel testo si consiglia, in qualsiasi contenuto comunicativo, di "non usare nomi propri tipici di una specifica religione". In merito alle festività la Commissione chiede di "evitare di dare per scontato che tutti siano cristiani". Con tanto di esempi: al posto di dire o scrivere "Natale è stressante" l'esecutivo europeo invita ad utilizzare le parole: "le festività sono stressanti'".

Ma sono tante e diverse le indicazioni per una comunicazione che non escluda nessuno. Ad esempio, non usare come esempio nomi cristiani o che siano tipici di una religione. Invece di "Maria e John sono una coppia internazionale" è preferibile "Malika e Julio sono una coppia internazionale".

Tra gli altri suggerimenti, "non usare mai nomi di genere come "operai, poliziotto o pronomi maschili come un valore predefinito"; "quando si utilizza una varietà di immagini, testimonianze e storie, assicurarsi che riflettano la diversità in tutti i suoi sensi"; quando si chiedono informazioni sul genere, non offrire solo opzioni maschio/femmina, aggiungere "altro" e "preferisco non rivelare"";  e non usare stereotipi su sesso, età, etnia.