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ITALIA

Rischiano l'ergastolo

Omicidio Avellino. Fidanzati in silenzio da Gip, convalidati arresti

Per il sostituto procuratore Vincenzo Russo, che coordina le indagini, i due rispondono di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, per Elena con l'aggravante ulteriore dello stretto legame di parentela. Nel pomeriggio dovrebbe tenersi l'autopsia sul corpo del 53enne ucciso con 7 coltellate per aver ostacolato la relazione tra i due giovani

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Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere Giovanni Limata ed Elena Gioia, i due fidanzati che nella tarda serata di venerdì scorso hanno ucciso il padre di lei, Aldo Gioia. Questa mattina l'udienza di convalida del fermo, che si è tenuta nell'aula gup del tribunale di Avellino. Giovanni Limata che è entrato per primo a colloquio con il gip Paolo Cassano. Il giovane, assistito dall'avvocato Mario Villani è rimasto soltanto pochi minuti, il tempo necessario per formalizzare la scelta di non rispondere, pur avendo reso una piena confessione immediatamente dopo l'arresto. Poi è stata la volta di Elena Gioia, la 18enne che avrebbe pianificato la strage di tutta la famiglia, secondo quanto raccontato dal fidanzato. Era assistita dallo zio avvocato, fratello della madre, Umberto Ferrajolo. Nei prossimi giorni la difesa della giovane, che pure ha confessato il delitto, sara' assunta dall'avvocato Cerino D'Urso.

Per il sostituto procuratore Vincenzo Russo, che coordina le indagini, i due rispondono di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, per Elena con l'aggravante ulteriore dello stretto legame di parentela. Anche la figlia della vittima si è avvalsa della facoltà di non rispondere. Per entrambi si è trattato di una scelta "tecnica", per consentire ai legali, nominati soltanto stamattina di esaminare gli atti in possesso dei magistrati.  Il legale della ragazza e quello del ragazzo - tra ieri sera e questa mattina - hanno infatti rinunciato all'incarico. Il gip ha convalidato gli arresti. I due giovani sono stati riportati in carcere ad Avellino dalla polizia penitenziaria. Nel pomeriggio dovrebbe tenersi l'autopsia sul corpo del 53enne ucciso con 7 coltellate per aver ostacolato la relazione tra i due giovani. 

Il quadro della vicenda che ha sconvolto la città sarebbe già abbastanza chiaro. Nella notte tra venerdì e sabato, Giovanni ha reso piena confessione agli agenti. Dopo aver colpito il padre della ragazza, Aldo Gioia, aggredito mentre dormiva sul divano, colpendolo per sette volte con un coltello di tipo 'Cobra', Limata è scappato ed è tornato a Cervinara, nella casa dove vivono i genitori con un fratello.

Quando gli agenti della Squadra Mobile si sono presentati alla sua porta, ha indicato dove avrebbero potuto trovare il coltello utilizzato per uccidere e avrebbe anche dichiarato che il piano per sterminare l'intera famiglia sarebbe stato messo a punto e voluto dalla fidanzata. I due ragazzi dovranno rispondere di concorso in omicidio aggravato dalla premeditazione contro un familiare. Rischiano l'ergastolo.

Forti della confessione di Giovanni Limata, agli inquirenti è bastato poco per ricostruire come sono andate le cose. Limata ha fatto irruzione in casa intorno alle 22,30 mentre Aldo Gioia dormiva sul divano davanti alla televisione lasciata accesa. Dopo essersi scambiati diversi messaggi telefonici, la ragazza ha fatto scattare l'agguato lasciando aperta la porta di casa dopo essere uscita con la scusa di gettare la spazzatura. Entrato in casa, il giovane ha colpito con furia la vittima che non ha avuto alcuna possibilità di difendersi. E' stata la figlia stessa poi a lanciare l'allarme, inscenando, con il padre morente, un presunto furto da parte di fantomatici ladri.

La relazione tra la 18enne e Limata era avversata dalla famiglia della ragazza, preoccupata per il carattere ed il passato del giovane, più volte protagonista di eccessi di violenza. La famiglia della ragazza, soprattutto il padre, inutilmente aveva cercato di allontanarla da quel giovane, disoccupato, con precedenti contro la persona e segnalato come assunto di sostanze stupefacenti e che nelle scorse settimane aveva minacciato di morte anche suo padre al termine di un litigio.