Original qstring:  | /dl/archivio-rainews/articoli/omicidio-sacchi-racconto-testimoni-anastasia-colpita-alla-testa-Luca-freddato-aa2f29ee-317c-49f4-853d-37a5fa8ebffb.html | rainews/live/ | true
ITALIA

Ancora non si trova l'arma del delitto

Omicidio Sacchi, il racconto dei testimoni: Anastasia colpita alla testa, Luca freddato

"Indiscutibile la volontà di omicidio". Lo scrive il gip Corrado Cappiello nell'ordinanza di custodia cautelare in carcere con il quale ha convalidato il fermo di Valerio Del Grosso e Paolo Pirino, i due 21enne accusati dell'omicidio di Luca Sacchi, ucciso mercoledì scorso mentre si trovava con la fidanzata davanti a un pub di Colli Albani a Roma

Condividi
Dammi lo zaino! Anastasia che viene colpita alla testa con una mazza, poi Luca che si lancia contro l'aggressore e l'altro che gli spara a due metri di distanza. È il racconto di un testimone "amico di Luca" riportato nelle 8 pagine dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere del gip di Roma, Corrado Cappiello.

Il racconto del testimone
Il giovane  presente al momento dei  fatti - scrive il gip -  ha dichiarato di aver raggiunto verso le 23 circa nei pressi del pub John Cabot, l'amico Luca e la sua fidanzata Anastasia per  trascorrere assieme la serata,  allontanatosi di  qualche passo per telefonare notava giungere lungo via Bartoloni una vettura di colore grigio con strisce nere sui fianchi che parcheggiava a pochi metri di distanza da Luca e Anastasia".

"Scendevano due uomini, i due indagati che ora sono in carcere, entrambi con  i capelli corti, uno dei quali indossava una tuta ginnica color nero,  mentre l'altro con una tuta ginnica di colore chiaro che reggeva in  mano una mazza di colore nero con una sfera all'estremità. I due uomini gridavano alla ragazza di consegnare loro lo zaino che aveva a tracolla e senza attendere la consegna quello con la tuta chiara la colpiva violentemente alla testa". "Secondo il racconto dello stesso testimone - si legge - Luca Sacchi  spingeva con forza l'assalitore, facendolo cadere; quindi quello con  la tuta nera gli si avvicinava esplodendo ad un paio di metri di distanza un colpo che attingeva Luca alla testa; quindi i due rapinatori fuggivano immediatamente a bordo dell'autovettura sulla quale erano giunti, dileguandosi lungo via Mommsen".

Autopsia, no presenza droga 
"Oggi l'autopsia ha escluso la presenza di droga nel corpo di Luca". Lo ha detto all'Agi l'avvocato Armida Decina, il legale della famiglia di Luca Sacchi. Dopo gli esami clinici effettuati per l'espianto degli organi, risultati negativi, "anche i nuovi test ripetuti per scrupolo hanno dato lo stesso esito", ha detto ancora il legale. L'autopsia sul corpo del personal trainer di 24 anni ha inoltre confermato che ad ucciderlo è stato un colpo di pistola, fatale, alla testa.

Del Grosso agli  amici: il colpo in testa per rinculo pistola 
"Non volevo ucciderlo, il rinculo della pistola me lo ha fatto colpire in testa". Così Valerio Del Grosso raccontava a un amico dell'omicidio di Luca Sacchi, la sera dopo l'aggressione. Ed è un altro dei dettagli che si  leggono nella convalida firmata dal gip Corrado Cappiello dalla quale emerge come l'omicida avesse parlato con più di una persona di quanto successo. Sono stati proprio i familiari di Del Grosso a recarsi in commissariato a San Basilio, per denunciare il suo coinvolgimento.La sera stessa dell'aggressione Del Grosso aveva riferito a un amico: "Ho fatto una cazzata".

Paolo Pirino e il suo arresto
La notte della cattura, Paolo Pirino, l'altro indagato per la morte di Luca Sacchi a Colli Albani, "preso dal panico dopo una telefonata con la nonna, già contattata dalla polizia, era fuggito di casa in maglietta, pantaloncini e ciabatte senza dare spiegazioni se non quella 'Io non c'entro un c...'. Le ricerche serrate nello stabile, in zona via Teano, hanno portato al rintracciare Paolo Pirino sul terrazzo, nascosto nel buio dietro una cancellata che aveva scavalcato per non farsi trovare dai poliziotti.

Proprio Paolo Pirino si e' descritto a pezzi per la morte del ragazzo affermando di non sapere che Valerio, il secondo indagato, accusato di aver materialmente sparato al Luca, aveva un'arma in quanto volevano solo prendere il denaro". 

Gli indiziati potevano commettere altri reati o darsi alla fuga
E' quanto si legge sull'ordinanza di custodia cautelare del gip di Roma Corrado Cappiello per i due accusati dell’omicidio di Luca Sacchi. “La misura appare proporzionata all'entità dei gravissimi fatti". "In ordine alle esigenze cautelari, deve osservarsi come sussista il concreto pericolo di commissione di ulteriori gravi delitti con uso di armi o altri mezzi di violenza personale da parte di entrambi gli indagati". Lo sottolinea il gip di Roma Corrado Cappiello nell'ordinanza cautelare con la quale ha convalidato il fermo di Valerio Del Grosso e Paolo Pirino, i due 21enni indiziati dell'omicidio di Luca Sacchi, avvenuto nella notte tra mercoledì e giovedì davanti al John Cabot, pub in zona Appio, nella Capitale.
 
Lo stesso giudice aggiunge che "le descritte esigenze cautelari possono essere adeguatamente soddisfatte solo con la custodia cautelare in carcere e non con diverse e meno affettive misure". "La custodia cautelare in carcere - scrive ancora nelle 8 pagine di ordinanza cautelare - appare proporzionata all'entità dei gravissimi fatti. Inoltre va osservato che gli indagati cercarono di darsi alla fuga".

Indiscutibile la volontà di omicidio
Secondo il gip Corrado Cappiello e' fuori discussione che il 23 ottobre scorso Valerio Del Grosso abbia sparato per uccidere Luca Sacchi: "La volontarietà dell'omicidio - si legge nell'ordinanza di convalida - quantomeno sotto il profilo del dolo eventuale, appare indiscutibile, tenuto conto dell'arma impiegata, della distanza ravvicinata, nonchè della zona del corpo della vittima presa di mira nel corso di una rapina violenta".