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CULTURA

Torino capitale degli origami

A palazzo Barolo, la carta assume forme artistiche. Dal Giappone 300 lavori in esposizione

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Fino al 16 febbraio a Torino, nelle cantine di palazzo Barolo, si nasconde un mondo fatto di carta e pazienza, una realtà che ricostruisce l’Oriente in città. 

Origami in mostra
In mostra circa 300 origami, opere di artisti noti a livello internazionale, e suddivisi in tre aree tematiche: la rappresentazione del mondo, che raccoglie oggetti della natura, la rappresentazione della mente, che riunisce oggetti matematico-geometrici, infine la sezione totem simbolici con le gru della pace e i gioielli. Le declinazioni della carta sembrano infinite: oggettistica, moda, design.

Origami e Giappone
L’origine degli origami in Giappone risale a molto lontano, ed è connessa alla religione shintoista, un rito legato alla fragilità della vita e al ciclo continuo morte-rinascita. Non è solo il Giappone a veder crescere questo fenomeno, ma le sue modifiche sono passate attraverso le mani di chi ha praticato quest’arte, facendone una tradizione mondiale che attraversa la Cina, l’Arabia e arriva fino al rinascimento italiano.