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MONDO

Crisi migratorie

Papa Francesco: "La costruzione di muri è un ritorno al passato"

Il pontefice invia un messaggio al Centro Astalli in occasione del 40esimo anno di attività del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati in Italia: "La costruzione di muri appare come l'unica soluzione di cui i governi siano capaci per gestire la mobilità umana"

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"La storia in questi ultimi decenni ha dato segni di un ritorno al passato: i conflitti si riaccendono in diverse parti del mondo, nazionalismi e populismi si riaffacciano a diverse latitudini, la costruzione di muri e il ritorno dei migranti in luoghi non sicuri appaiono come l'unica soluzione di cui i governi siano capaci per gestire la mobilità umana." 

E' il messaggio di Papa Francesco inviato al Centro Astalli, servizio dei Gesuiti per i Rifugiati in Italia, che oggi festeggia i suoi 40 anni di attività nel campo dell'assistenza ai più deboli e agli emarginati. Messaggio che è anche un chiaro riferimento alla recente decisione della Polonia di risolvere la crisi delle migliaia di rifugiati al confine con la Bielorussia, con la costruzione di un muro.

"Tuttavia in questi 40 anni e in questo deserto - prosegue il Pontefice -  ci sono stati segni di speranza che ci permettono di poter sognare di camminare insieme come un popolo nuovo verso un noi sempre più grande". 

Il Pontefice torna sulle motivazioni e le conseguenze che muovono i flussi migratori: ​"Il numero delle persone costrette a fuggire è in continua crescita. Molti tra voi sono dovuti scappare da condizioni di vita assimilabili a quelle della schiavitù dove alla base c'è una concezione della persona umana deprivata della propria dignità e trattata come oggetto", perché, sottolinea Bergoglio, la guerra è "terribile e spregevole" e spesso non c'è altra possibilità che "mettervi in cammino verso un luogo sicuro in cui realizzare sogni, aspirazioni, in cui mettere a frutto talenti e capacità". E "voi, cari rifugiati, siete segno e volto di questa speranza" anche grazie al "coraggio" nell'affrontare difficoltà "che a molti possono sembrare insormontabili".

In occasione del 40esimo compleanno del Centro è stata inaugurata una mostra fotografica, 'Volti al futuro', dedicata proprio alla fuga dei popoli verso una vita migliore. "I volti di donne e uomini che si susseguono in questa mostra, che rimandano a nomi e storie precise di persone accolte al Centro Astalli e che fanno intravedere i contorni sfumati di alcuni luoghi della città di Roma, dicono il desiderio di essere parte attiva della città come luogo di vita condivisa; protagonisti con piena cittadinanza insieme a tanti altri uomini e donne nella costruzione di comunità solidali", dice il Papa.

"L'augurio più sincero in questo anniversario allora è quello che si realizzi veramente la 'cultura dell'incontro' e come popolo ci appassioni il volerci incontrare, il cercare punti di contatto, il gettare ponti, il progettare qualcosa che coinvolga tutti. Questo diventi un'aspirazione e uno stile di vita. Questa sarà la terra promessa per tutti", ha concluso il Pontefice.