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Coronavirus

In Brasile individuati due pazienti infettati con due varianti di virus contemporanee

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Per la prima volta sono stati individuati in Brasile due pazienti infettati contemporaneamente da due diversi ceppi del nuovo coronavirus. Si tratta dei primi casi al mondo. Lo riferiscono i ricercatori dell'Universidade Feevale, in Rio Grande do Sul, in un paper pubblicato sul server di pre-stampa medrXiv. I pazienti, entrambi sulla trentina, sono stati infettati a fine novembre con la variante P.2 del coronavirus identificata a Rio, nota anche come lignaggio B.1.1.28, e contemporaneamente sono risultati positivi per una seconda variante del virus. Secondo quanto riferito, i loro sintomi erano lievi, con tosse secca in un caso e tosse, mal di gola e mal di testa nel secondo. Non c’è stato bisogno neanche del ricovero in ospedale. Tuttavia, questi due casi, oltre a dimostrare la diffusione delle varianti in Brasile, alimentano i timori sulla possibilità che la coesistenza di due ceppi nello stesso organismo possa accelerare l'insorgenza di nuove varianti più pericolose.
 
"Queste coinfezioni possono generare combinazioni e possono generare nuove varianti anche piu' rapidamente di quanto mai accaduto", spiega Fernando Spilki, virologo presso l'Universita' Feevale e autore principale dello studio. "Sarebbe un altro percorso evolutivo per il virus", aggiunge. Nuove varianti, infatti, aumentano il rischio che il virus diventi maggiormente contagioso e resistente ai vaccini attualmente disponibili e in fase di sviluppo. Questi casi di coeinfezione, secondo gli scienziati, indicano la significativa carica virale che circola in Brasile. La coinfezione, infatti, puo' verificarsi solo quando diversi virus vengono trasmessi in quantita' elevate, precisa Spilki.