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POLITICA

Ore decisive

Assemblea Pd, Renzi pronto a rinunciare ad intervento

Appello dei principali esponenti del Partito Democratico per evitare liti interne in vista dell'Assemblea Nazionale. Matteo Renzi è disposto a fare un passo indietro e dirige l'attenzione di tutti a sfida M5S e Lega: la cosa più importante in questo momento sono le trattative per il governo e il contratto tra Lega e M5S

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di Tiziana Di Giovannandrea
L'appuntamento politico più rilevante della giornata resta l'assemblea del Partito democratico con all'ordine del giorno le dimissioni del segretario nazionale e gli adempimenti conseguenti, con il rischio concreto di una drammatica conta tra i renziani e il resto del partito, sullo sfondo di una nuova paventata scissione.

Ieri, a  24 ore dall'appuntamento a cui guardano tutti i big del Pd, Matteo Renzi avrebbe deciso di tentare la strada della mediazione. Non si esclude infatti che l'ex segretario possa rinunciare all'annunciato intervento di apertura.

"Evitiamo la conta: nessuno capirebbe" è la parola d'ordine che sta girando alla vigilia della complicata assemblea di partito delle prossime ore. Di questa opinione, oltre a Matteo Renzi, sono il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, il ministro Marco Minniti, Graziano Delrio, Andrea Marcucci, Lorenzo Guerini, Matteo Orfini, Piero Fassino. Sarebbe meglio cambiare cambiare l'ordine del giorno del consesso e far slittare a una prossima assemblea la decisione di votare il segretario o avviare il Congresso e dedicare l'assemblea  a fare il punto politico dopo la sconfitta elettorale e in vista dell'opposizione al nuovo governo M5S-Lega.

Per il momento ci sarebbero due linee nel partito, quella che vuole eleggere Maurizio Martina segretario fino al Congresso - posizione sostenuta da Dario Franceschini e, inizialmente, anche da Andrea Orlando - e quella dell'area vicina a Matteo Renzi che preferirebbe non arrivare al voto nell'Assemblea Nazionale per evitare spaccature traumatiche.

Se non si giungesse ad un punto di accordo/mediazione, i renziani potrebbero presentare un loro candidato - il nome che va per la maggiore è quello di Lorenzo Guerini, anche se lui dichiara di voler schivare l'incarico -, nel qual caso scatterebbe la conta, anche se a scrutinio segreto.

Per tutto questo Renzi è disposto a fare un passo indietro di fronte all'eventualità di una divisione interna al Pd sulla questione della nuova segreteria ed ad una conta che sarebbe incomprensibile all'esterno e perché sarebbe "lunare" dividersi in un dibattito tutto "ombelicale" mentre il problema principale secondo i Dem, è la nascita del governo giallo-verde dannoso per il Paese.

Il gesto dell'ex segretario darebbe all'Assemblea un taglio diverso da quello previsto nell'odg infatti potrebbe esserci un intervento di Maurizio Martina sulla situazione politica, un dibattito a seguire ma non ci sarebbe un voto.

Nell'Assemblea, però, potrebbe prendersi comunque l'impegno per convocare il Congresso in autunno, passando per una nuova Assemblea da convocare dopo i ballottaggi delle amministrative.

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