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ECONOMIA

Ma oggi si può andare a 61,8 anni

Ocse: futura età pensionabile in Italia a 71 anni, tra le più alte. Spesa al 15,4% del Pil

Nel nostro paese "una lavoratrice che inizia la sua carriera a 27 anni ed è disoccupata per 10 anni nell'arco della sua vita professionale riceverà una pensione inferiore del 27% rispetto a quella di una lavoratrice a tempo pieno,  si legge nel rapporto 'Pensions at a Glance' 

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"La concessione di benefici relativamente alti a pensionati giovani fa sì che la spesa pensionistica pubblica dell'Italia si collochi al secondo posto tra le più alte dei Paesi dell'Ocse pari al 15,4% del Pil nel 2019". E' quanto sottolinea l'Ocse nel rapporto 'Pensions at a Glance' che passa in rassegna i sistemi pensionistici nei paesi dell'area. 

"Le diverse opzioni disponibili per andare in pensione prima dell'età pensionabile prevista dalla legge abbassano l'età media di uscita dal mercato del lavoro, pari mediamente a 61,8 anni contro i 63,1 anni della media Ocse", sottolinea l'organizzazione di Parigi

In Italia, "il requisito di futura età pensionabile 'normale' è tra i più elevati con 71 anni di età, come la Danimarca (74 anni), l'Estonia (71 anni) e i Paesi Bassi (71 anni), contro una media Ocse di 66 anni per la generazione che accede adesso al mercato del lavoro" si legge ancora nel rapporto. In Italia e in questi altri due Paesi, sottolinea l'Organizzazione di Parigi, "tutti i miglioramenti dell'aspettativa di vita vengono automaticamente integrati all'età pensionabile. In alternativa, la Finlandia e i Paesi Bassi trasmettono due terzi dei miglioramenti dell'aspettativa di vita all'età pensionabile". 

Pensioni basse per donne con lavoro discontinuo-autonomi
In Italia, una lavoratrice che inizia la sua carriera a 27 anni ed è disoccupata per 10 anni nell'arco della sua vita professionale riceverà una pensione inferiore del 27% rispetto a quella di una lavoratrice a tempo pieno, contro la media del 22% inferiore nell'area dell'Ocse ."Poiché le aliquote contributive dei lavoratori autonomi sono inferiori di un terzo rispetto a quelle dei dipendenti - sottolinea poi l'Ocse - i lavoratori autonomi possono aspettarsi pensioni inferiori di circa il 30% rispetto a quelle dei dipendenti con lo stesso reddito imponibile per tutta la carriera: la media Ocse è del 25% più bassa". 

Il sistema pensionistico italiano, spiega l'Ocse, "abbina un'età legale di pensionamento alta a un'elevata aliquota contributiva del 33%, il che determina un elevato tasso di sostituzione netto dell'82% per i lavoratori con una carriera senza interruzioni e con salario medio, rispetto a un tasso del 62% in media nell'area dell'Ocse". Secondo quanto emerge dallo studi, andando in pensione 3 anni prima, a 68 anni, il futuro tasso di sostituzione netto scende sostanzialmente al 72%, "un valore che rimane alto in un confronto a livello internazionale".