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ITALIA

Regionali Campania, per De Luca con la decisione della Cassazione "non cambia nulla"

Secondo il candidato del centrosinistra in Campania, per Renzi la Legge Severino è un "problema superabile". In base alla legge, se De Luca dovesse vincere potrebbe essere sospeso

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"Non cambia assolutamente nulla" secondo il candidato del Partito Democratico in Campania, Vincenzo De Luca, dopo la pronuncia della Cassazione in merito alla sede competente per il ricorso contro la Legge Severino. La Corte, secondo indiscrezioni, ha stabilito che devono essere i giudici ordinari a esprimersi sui ricorsi contro l’applicazione della Legge Severino su incandidabilità, sospensione e decadenza. A decidere non deve essere, dunque, il Tar.

"Sulla base delle anticipazioni di una pronuncia della Cassazione si è sviluppato un altro episodio della strategia della 'confusione'. Hanno paura di perdere - è stata la replica di De Luca - Sono alla disperazione. Se la Cassazione stabilisce che la competenza è del tribunale ordinario, piuttosto che del Tar, per noi non cambia assolutamente nulla". "Tutto come prima - aggiunge il candidato Pd ed ex sindaco di Salerno - In casi precedenti, i giudici ordinari e quelli amministrativi sono arrivati alle stesse conclusioni, garantendo pienamente l'esercizio delle cariche pubbliche". 

Per Renzi è un "problema superabile"
Inoltre, secondo De Luca, il presidente del Consiglio Matteo Renzi "ha chiaramente definito la Severino un problema superabile, confermando che chi viene scelto dai cittadini, con un voto democratico, potrà tranquillamente governare. Rimaniamo sui problemi dei cittadini. Prepariamoci a far rinascere la Regione dell'immobilismo e dei 400 consulenti inutili".

Il caso De Luca
Vincenzo De Luca, ex viceministro e già sindaco di Salerno, è candidato alle elezioni regionali in Campania con il Pd e altre liste di centrosinistra. Aspira a prendere il posto del presidente della Regione uscente, Stefano Caldoro. In questi giorni, oltre alla questione dei cosiddetti "impresentabili" (la liste completa sarà resa nota venerdì dalla Commissione Antimafia e conterrebbe anche i nomi di almeno 13 candidati della Regione) ad agitare le acque è anche il suo caso di incandidabilità. Soprattutto dopo le ultime indiscrezioni sulla decisione della Cassazione. La novità potrebbe, infatti, creare molti problemi a De Luca, condannato lo scorso 21 gennaio - pena sospesa - a un anno di reclusione e a un anno di interdizione dai pubblici uffici per abuso di ufficio. Questo provvedimento pende ancora sulla sua eventuale nomina a presidente della Regione. Se dovesse vincere, dovrà subito dopo essere sospeso.

Rischio di un vuoto istituzionale
Un ricorso al Tar avrebbe probabilmente potuto sbloccare la questione in pochi giorni, dato che l'orientamento finora era stato abbastanza univoco: accogliere i ricorsi, sospendere le sospensioni e investire della questione i giudici costituzionali. I tempi della giustizia ordinaria sono però molto più lunghi: una decisione arriverebbe solo dopo molti mesi, rischiando di aprire nel frattempo un vuoto istituzionale in Campania. Inoltre non ci sono precedenti in merito, quindi non è possibile prevedere se l'orientamento sarà lo stesso del Tar.