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ITALIA

"Simone aveva il lavoro nel sangue"

Il padre di Simone Camilli: "Sono fiero di lui, vado a Gaza a riprenderlo"

Pier Luigi Camilli, anche lui giornalista - prima al Tg1 poi alla testata giornalistica regionale della Rai come vicedirettore vicario - è attualmente sindaco del comune toscano di Pitigliano. A chi gli chiedeva che tipo fosse il figlio, ha risposto: "Era un ragazzo di poche parole. Si limitava a dirmi: non ti preoccupare, non c'è problema"

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Pier Luigi Camilli, il padre del videoreporter italiano (Ansa)
"Aveva questo lavoro nel sangue". Pier Luigi Camilli commenta la morte del figlio Simone, videoreporter dell'Associated Press rimasto ucciso a Gaza a causa dell'esplosione di una bomba israeliana rimasta inesplosa. 

Mentre scende dai cronisti sotto la casa del figlio nel quartiere Gianicolense di Roma fa sapere di essere fiero di suo figlio: "Partiamo stasera per Gaza e domani ce lo riportiamo a casa". Pier Luigi Camilli, anche lui giornalista - prima al Tg1 poi alla testata giornalistica regionale della Rai come vicedirettore vicario - è attualmente sindaco del comune toscano di Pitigliano. La notizia l'ha raggiunto a Roma, dove stava trascorrendo insieme alla moglie un periodo di ferie, prima di rientrare in Toscana per trascorrervi il ferragosto.

"Ha iniziato questa professione con uno stage all'Associated Press, poi è partito e ha coperto zone calde come il Libano, Gerusalemme, Georgia. Tutti punti caldi del pianeta" ha raccontato Pier Luigi Camilli. Il padre di Simone ha descritto il figlio come "uno dei tanti giovani italiani andati all'estero per lavorare, ma la sua è stata una scelta, non è stato costretto da nessuno". A chi gli chiedeva che tipo fosse il figlio, Camilli ha risposto: "Era un ragazzo di poche parole. Si limitava a dirmi: non ti preoccupare, non c'è problema".