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ITALIA

La protesta

1 Maggio: Bologna, flash mob contro outlet e negozi aperti

La protesta di studenti, lavoratori e disoccupati che parlano di un Paese in cui il diritto al lavoro non è garantito

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Protesta contro outlet, negozi, supermercati aperti oggi a Bologna, e finanche una partita di calcetto davanti al McDonald's in piena attività nel capoluogo felsineo. L'ha messa in atto, con flash mob e volantinaggi interni ed esterni, un gruppo di giovani studenti, lavoratori e disoccupati.

Con questa iniziativa e altre che si terranno in diverse città nel corso della giornata "lanciamo la campagna Riscatto - è scritto in un comunicato stampa di attivisti e attiviste del movimento Riscatto Bologna - per rivendicare, proprio nel giorno della festa del lavoro e dei lavoratori, un presente e un futuro radicalmente differenti".

Nella nota é detto che "oggi si festeggia un diritto che non é garantito nel nostro Paese, il diritto ad un lavoro di qualità, ben pagato, sicuro, per non parlare della libertà fondamentali di chi lavora. Abbiamo volantinato dentro le grandi catene perchè, proprio nella giornata della festa di chi lavora, dietro a luccicanti campagne di marketing, puntano al massimo profitto inseguendo un modello che prevede turni massacranti, spezzettamento dell'orario lavorativo in una perenne precarieta' lavorativa ed esistenziale che svilisce la qualità del lavoro. Davanti al Mc Donald's di via Indipendenza abbiamo invece fatto una partita di calcetto per ironizzare sulle parole del ministro Poletti che aveva detto che si trova lavoro con più facilità giocando a calcetto che acquisendo un'istruzione e competenze qualificate.

Il McDonald's infatti, facendo parte dei campioni dell'alternanza, sta fornendo - dice ancora la nota - un progetto di alternanza scuola-lavoro totalmente inadeguato per gli studenti, rientrando dunque in un complessivo disegno di lavoro sfruttato e dequalificato". "Noi giovani - é detto ancora - cresciamo tra precarietà strutturale, povertà, lavoretti, nero, e ci formiamo in scuole e università sempre più subordinate agli interessi delle imprese. Siamo le vittime di più di vent'anni di politiche a solo vantaggio di un'imprenditoria stracciona che ci ha sempre chiesto sacrifici in nome della crescita senza mai investire sui diritti di chi lavora, in innovazione, ricerca, ammodernamento delle strutture produttive. Le riforme Fornero e Jobs Act sono solo gli ultimi atti di politiche di precarizzazione promosse da tutti i governi che si sono succeduti". Infine: "Gli ultimi anni sotto la guida di Renzi sono stati drammatici: con l'esplosione dei voucher, l'alternanza scuola-lavoro e la cancellazione dell'art.18, il lavoro somiglia sempre più a mero sfruttamento.

Il completo fallimento del Jobs Act è dimostrato da un tasso di disoccupazione che è tornato al 12%, con il 40% di disoccupazione giovanile - continuano i giovani protagonisti oggi della protesta - Abbiamo deciso di mobilitarci in tutto il Paese perchè siamo stanchi e arrabbiati".