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ITALIA

Arrestato per corruzione

Raffaele Marra, ascesa e declino del fedelissimo di Virginia Raggi

Napoletano, 44 anni, frequenta i palazzi delle istituzioni capitoline già da qualche anno, con incarichi da Alemanno a Polverini. Con Ignazio Marino sindaco fu relegato in un ruolo di minore rilievo, Virginia Raggi lo ha ripescato e rimesso in gioco con ruolo tutt'altro che secondario: dapprima vice capo di gabinetto vicario, poi, dopo le polemiche scoppiate anche all'interno del Movimento, direttore del personale in Campidoglio

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Raffaele Marra

Quella di Raffalele Marra, arrestato questa mattina con l'accusa di corruzione, è la nomina più discussa dei primi sei mesi di giunta di Virginia Raggi. Il dirigente comunale, infatti, non rientra nel profilo del militante tipo del Movimento 5 Stelle, visti i numerosi incarichi ricoperti con altre amministrazioni o enti pubblici guidati dal centrodestra. Un curriculum il suo, che ha sollevato numerose polemiche, anche all'interno del Movimento.

Napoletano, 44 anni, Marra si laurea prima in giurisprudenza e poi in economia e commercio. Nel 1991 si arruola nella guardia di finanza dove trascorre circa quindici anni. Dieci anni fa il passaggio alla pubblica amministrazione. Nel 2006 passa alla direzione affari generali del ministero dell'Agricoltura. Due anni dopo, nel 2008, con Gianni Alemanno ministro, va a lavorare all'area galoppo dell'Unione Nazionale Razze Equine, allora guidata da Franco Panzironi, poi condannato in primo grado per la "parentopoli" Ama e oggi a processo per Mafia Capitale. Nello stesso anno trasloca in Campidoglio assieme ad Alemanno, eletto nel frattempo sindaco di Roma: prima va a dirigere il dipartimento casa e poi entra nel Gabinetto del sindaco. Marra, però, non si ferma. Nel 2010 passa in Rai, come consulente dell'allora direttore generale Mauro Masi. L'anno successivo, invece, viene chiamato alla direzione del personale della Ragione Lazio con Renata Polverini Governatrice, nonostante un pronunciamento del Tar che lo valuta "inidoneo" per quell'incarico. Nel frattempo Marra vince il concorso da dirigente comunale, con Ignazio Marino sindaco viene relegato in un ruolo di minore rilievo, alla tutela dei consumatori. La Raggi, invece, si fida di lui, e lo difende anche dalle critiche interne sul suo ruolo piovute da vari esponenti del M5S. La parlamentare pentastellata Roberta Lombardi lo ha definito "un virus" che ha infettato il Movimento. La Raggi prima lo nomina vice capo di gabinetto vicario, poi dopo le polemiche lo sposta alla guida del personale. Anche in questo ruolo però non mancano le grane: nella macrostruttura recentemente varata dal Campidoglio il fratello di Marra, Renato, dirigente della Polizia Locale, è stato nominato alla direzione Turismo, scelta che ha fatto scattare un esposto all'Anac del sindacato dei dirigenti pubblici Direr per un possibile conflitto di interessi.