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MONDO

Scontri e cortei antigovernativi

In Venezuela la protesta è online

Gli attivisti denunciano: oscurati social network e app per comunicare via internet. Il presidente Maduro invia i militari al confine con la Colombia per contenere le proteste e accusa la Cnn di "propaganda di guerra fascista" 

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Proteste a Caracas
di Emma FarnèCaracas
La rabbia dei venezuelani non si ferma. Le proteste contro la crisi economica e il governo di Nicolas Maduro continuano nonostante la repressione. I leader dell'opposizione denunciano torture e perfino abusi sessuali. Secondo l'ex candidato presidenziale: Henrique Capriles almeno 138 manifestanti sono stati arrestati e hanno subito violenze. Ma la battaglia tra forze dell'ordine, gruppi armati filogovernativi e opposizione si combatte anche e soprattutto online.

Internet e app oscurate
A San Cristobal, capitale dello Stato di Tachira, internet funziona a singhiozzo - denuncia l'Associated Press. Numerosi utenti confermano che da 36 ore il servizio è intermittente. E' proprio a Tachira che venerdì Maduro ha inviato aerei e paracadutisti  (come denunciano le foto online). Sarebbe bloccata anche Zello, una app per smart phone che li trasforma in walkie-talkie. E' popolare non sono in Venezuela, ma anche in Egitto e Ucraina, teatri di altrettante "primavere arabe" nate online. Anche a Caracas e nelle altre città venezuelane i giovani scendono in piazza e si coordinano sulla rete: si informano su Nt24, usano pastebin, una bacheca virtuale per darsi appuntamento e organizzare manifestazioni. E gli appelli arrivano anche da Anonymous.

Maduro: Cnn fa "propaganda di guerra"
Dal lato governativo, arriva invece un duro attacco di Maduro alla Cnn: il presidente venezuelano minaccia di oscurare il network statunitense, a meno che non "rettifichi la copertura" delle proteste". "Basta propaganda di guerra, non accetterò che sia usata contro il Venezuela", ha affermato, contestando le parole usate dal leader dell'opposizione Capriles secondo cui in Venezuela "è in corso una guerra civile". 

La reazione dell'Ue
Interviene anche l'Unione Europea che chiede che siano garantite "corrette procedure legali" a chi viene arrestato. Catherine Ashton, Alto rappresentante Ue per gli Affari Esteri si dice "preoccupata per i disordini
continui" in Venezuela e allarmata "per le vittime e per gli arresti di studenti ed esponenti politici". Il capo della diplomazia Ue condanna anche "l'intolleranza e l'uso della forza da tutte le parti in causa. Le libertà di espressione, associazione e riunione sono fondamentali e le autorità pubbliche devono garantire che tutti i cittadini possano esercitare liberamente questi diritti".