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MONDO

La denuncia della band ostile a Putin

Pussy Riot: "I cosacchi ci hanno picchiate"

Nadezhda Tolokonnikova e Maria Alyokhina, che erano state fermate dalla polizia, sarebbero state malmenate con manganelli e spray al peperoncino prima di un concerto a Sochi. Lo hanno scritto sui loro account

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Pussy Riot malmenate dai cosacchi (AP)
Le Pussy Riot sarebbero ancora nel mirino delle forze di polizia russe. Le componenti della ormai celebre band hanno scritto di esser state malmenate con manganelli e aggredite con lo spray al peperoncino da soldati cosacchi incaricati di garantire la sicurezza a Sochi, città dei giochi olimpici invernali. Sarebbe accaduto mentre tentavano di esibirsi in nuova performance ostile al presidente russo Putin con l'intento di filmare un video musicale con il porto sullo sfondo.

Nadezhda Tolokonnikova e Maria Alyokhina, che ieri peraltro erano state fermate per alcune ore dalla polizia insieme ad altri attivisti per i diritti umani, hanno scritto sui loro account che si apprestavano a cantare "Putin vi insegnerà ad amare la patria", quando sono state attaccate da cosacchi in divisa con i tradizionali colbacchi.

Aisya Krugovikh, dell'entourage della band, ha raccontato che i soldati hanno urlato alle ragazze frasi come: "chiudete la bocca" e "vi siete vendute agli americani".  Maria Alyokhina ha postato una foto del torace della Tolokonnikova che mostra i segni delle percosse ricevute.

Nadezhda Tolokonnikova e Maria Alyokhina si sono fatte medicare in ospedale. Il marito della Tolokonnikova, Pyotr Verzilov, - si legge su un tweet della stessa artista - "ha perso la vista" dopo che i cosacchi gli hanno spruzzato dello spray al peperoncino.