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TECH

Question time alla Camera

Banda ultralarga, il ministro Colao: forte e non più tollerabile ritardo nelle infrastrutture

"L'ambizione del governo è portare la connessione a 1 gigabit per secondo su tutto il territorio nazionale entro il 2026", ha detto il ministro per l'innovazione tecnologica e la transizione digitale

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 "C'è un forte e non più tollerabile ritardo nel processo di infrastrutturazione del Paese". Così il ministro per l'Innovazione tecnologica e la transizione digitale, Vittorio Colao, rispondendo al question time alla Camera.

"Mi preme sottolineare che l’ambizione del Governo è di portare connessioni a 1Gbps su tutto il territorio nazionale entro il 2026. Per fare questo è necessario agire sul fronte dell’offerta, e quindi dell’infrastrutturazione, e su quello della domanda, cioè dell’effettivo utilizzo dei servizi. Come ho già avuto modo di dire c’è un forte, e non più tollerabile ritardo, nel processo di infrastrutturazione del Paese", dice il ministro per l'Innovazione  tecnologica e la transizione digitale, Vittorio Colao nel corso del question time alla Camera.

Neutralità tecnologica e regole di mercato
"Per velocizzare la copertura con reti a banda ultra larga va quindi rivisto il modello seguito fino ad oggi, facendo della neutralità tecnologica il principio guida nella definizione di politiche e strategie per lo sviluppo della banda ultralarga".

In particolare, ha aggiunto il ministro,"con riferimento alle attività in corso ricordo inoltre: che è in corso la consultazione pubblica di Infratel sul Piano di investimenti infrastrutturali per la banda ultralarga nelle 18 isole minori; che nell'ambito del progetto Wi-Fi Italia sono stati attivati 120 ospedali su 159; che si è conclusa la gara da parte di Infratel per connettere 12.000 scuole".

Per il ministro "si deve ora procedere all'individuazione delle aree grigie: per fare questo, Infratel avvierà una consultazione con gli operatori sui piani di sviluppo delle reti ad altissima velocità (Vhcn ma anche 5G) per procedere poi con le gare, lasciando gli operatori liberi di competere sulla tecnologia (fibra o radio, incluso il 5G)".

 "Stiamo inoltre verificando la dimensione economica degli investimenti necessari all'interno del Pnrr. Gli interventi per lo sviluppo delle reti devono essere accompagnati, anche in coerenza con quanto indicato dall'Agcm nella sua segnalazione del 23 marzo scorso, da misure che rendano più rapida e agevole la realizzazione di tutte le infrastrutture: stiamo quindi anche considerando ulteriori misure di semplificazione e revisione del quadro regolatorio, che proporremo appena possibile". 

"E' necessario giungere, nel più breve tempo possibile, a una soluzione idonea a consentire una rapida e completa copertura di rete a beneficio di cittadini e imprese". Per farlo,  "l'obiettivo di fondo degli interventi previsti è quello di garantire la massima efficienza degli investimenti nello sviluppo di tutte le infrastrutture di rete beneficiarie, nel rispetto delle regole del mercato e della promozione della concorrenza", ha aggiunto. 
 
Verso il cloud nazionale e sicuro
"L'infrastruttura promossa dalla Presidenza del Consiglio prevederà la possibilità per le amministrazioni di usufruire di efficienti servizi cloud esclusivamente accessibili alla PA o ibridi, economici e scalabili facilmente, a fronte di una rigorosa e omogenea classificazione delle tipologie di dati da conservare e delle caratteristiche di sicurezza e protezione richieste ai fornitori. Questi data centres saranno collocati in Italia e a controllo italiano". Inoltre, ha aggiunto Vittorio Colao, "a garanzia della sicurezza dei dati connessi all'esercizio di funzioni essenziali dello Stato, le soluzioni cloud consentite alle amministrazioni pubbliche dovranno essere in ogni caso sviluppate nel rispetto del 'perimetro di sicurezza nazionale cibernetica' e dei requisiti di qualità, sicurezza, performance, scalabilità e portabilità definiti da Agid. In tal modo, il nostro Paese potrà fruire dei servizi e delle infrastrutture cloud descritte, in linea con le iniziative avviate dall'Unione Europea, sotto la direzione pubblica".

Voucher, attesa approvazione Fase 2
 "Per quanto riguarda, infine, l’incidenza della misura dei voucher alle famiglie a basso reddito, partita a novembre 2020, ad oggi sono oltre 114.000 i beneficiari che hanno aderito alla misura con circa il 36% delle risorse impegnate (di cui oltre il 30% già con servizi attivati). Il raggiungimento e l’attuazione delle azioni sopra delineate, che stiamo definendo insieme al Mise ed Infratel, e con la collaborazione di tutti i soggetti istituzionali coinvolti, confluirà in un piano di azione che verrà portato al Comitato interministeriale per la transizione digitale", ha detto in conclusione il ministro per l'Innovazione tecnologica e la transizione digitale alla Camera, sottolineando inoltre che "sulle misure relative alla fase 2 dei voucher, stiamo sollecitando il procedimento di approvazione della Commissione europea per liberare i fondi a disposizione di imprese e cittadini".  .