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TECH

Ma i Millennial preferiscono le piattaforme per risparmiare sui costi

Vacanze da milionari senza uscire di casa con la tecnologia da fantascienza

Un soggiorno da sogno tra suite esclusive, un lusso per pochi? Niente affatto, grazie alla realtà virtuale. Per mete più economiche, invece di depliant e video c'è il tour "prima vedi poi parti" con occhiali VR. Ma il turismo 'sul divano di casa'  non fa per i giovani, che preferiscono risparmiare sui trasporti fino all'ultimo centesimo.

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di Celia Guimaraes
La realtà virtuale (grazie a occhiali VR e tecnologia 3D) sembra essere una delle più promettenti derive del turismo e anche dell’informazione online. Offrire un’esperienza sensoriale ‘reale’ infatti diventa molto più convincente di qualsiasi depliant o video.

Prima vedi poi vola
British Airways ha fatto vedere un possibile utilizzo dell’Oculus Rift VR (dispositivo per la visione in 3D creato dall’azienda Oculus VR, acquistata da Facebook) per fornire esperienze di viaggio negli Stati Uniti, con video in alta qualità a 360 gradi.  In un road tour europeo, i clienti della compagnia aerea hanno potuto fare rollerblade sul lungomare in California, correre in sella a un cavallo selvaggio nel Texas e pattinare sul ghiaccio davanti allo skyline di New York.

Guarda il tour virtuale negli Stati Uniti

Sono state utilizzate sei telecamere su un impianto progettato appositamente per le riprese. I sei video sono stati poi montati per creare la visione a 360 gradi.

“Try before you fly”, ha suggerito la compagnia aerea. Prova prima di volare, e il risultato finale è quello andare direttamente sul luogo che si desidera conoscere prima ancora di decidere e di spendere i soldi del viaggio.

La vida loca dei turisti facoltosi
Andare per mete esotiche senza uscire dal divano di casa sembra una strada percorribile anche per l’informazione mainstream. In questo caso la tecnologia Samsung (Oculus Gear) è stata utilizzata da Associated Press per offrire ai propri lettori un viaggio virtuale in luoghi esclusivi dove solo chi ha disponibilità economiche illimitate può accedere. Si tratta di alberghi, compagnie aeree e navi da crociera dove il soggiorno non costa meno di 20 mila euro – al giorno.

Il tour virtuale si chiama ‘The Suite Life’ e comprende alcune delle strutture più stravaganti al mondo: una suite su un Airbus della Singapore Airlines, una cabina duplex a bordo del transatlantico Queen Mary 2 e l’appartamento Ty Warner Penthouse all’hotel Four Seasons di New York.

Con un Gear VR per la realtà virtuale gli spettatori possono 'camminare' attraverso le stanze, esplorare le suite e studiare il loro arredamento da diversi punti di osservazione e prospettive: il device segue i movimenti della testa. C'è una versione interattiva 3D di The Suite Life, senza gli occhiali interattivi, disponibile per browser mobile e desktop.

Guarda la presentazione del Gear Vr di Samsung


Perché questo tour così esclusivo? “Ovviamente, la maggior parte delle persone non può permettersi simili vacanze over-the-top”, hanno scritto i giornalisti di Ap, perché “il reddito medio familiare negli Stati Uniti, infatti, è di 52.250 dollari secondo il Census Bureau”. Un tour che non sembra  alla portata di larga parte degli europei, stando ai dati elaborati dal centro studi di Confindustria:  122,6 milioni di persone in Europa hanno ormai un reddito pari o inferiore al 60% del reddito medio del Paese (dati 2013), mentre in Italia il 28,4% della popolazione  è a rischio povertà (in Europa il 24,5%).

C’era una volta Strange Days
Esperienze di vita e di viaggio virtuali non sono una novità nel cinema. Per un assaggio di quanto si credeva potresse accadere con i dispositivi per la realtà virtuale, basta tornare al 1995 (quando i Millennial andavano all’asilo): il celebre film di fantascienza Strange Days racconta le disavventure di uno ‘spacciatore’ di Squid o ‘Superconducting Quantum Interference Device’, un dispositivo elettronico illegale che registrava gli eventi direttamente dalla corteccia cerebrale di chi lo indossava, riproducendoli (compresi ricordi e sensazioni fisiche) attraverso un dispositivo simile ad un MiniDisc della Sony (che oggi non esiste più). 



Piedi per terra, sulla piattaforma
Molto più concreti sono stati invece tre Millennial che hanno messo su una piattaforma per viaggi all’insegna del risparmio, pensata soprattutto per i loro coetanei. Si sono conosciuti quando erano ancora studenti PhD in Computer Science, Luca Rossi e Disheng Qiu, ai quali si è aggiunto uno studente di Management alla Bocconi, Matteo Colò.

L’idea è venuta a Disheng (romano di origini cinesi), che all’epoca aveva la fidanzata ad Amsterdam e regolarmente prendeva l’aereo da Roma verso la capitale olandese. Un amico gli disse che avrebbe potuto risparmiare andando a Rotterdam in aereo e proseguendo per Amsterdam in treno, a un prezzo decisamente più conveniente.  Il pendolarismo ha fatto nascere la piattaforma Wanderio, startup che oggi è impresa con un team di 10 persone dall’età media di 26 anni.

Particolarità della piattaforma è quella di integrare il booking all’interno, da dove è possibile confrontare ed acquistare diversi mezzi di trasporto, tra cui voli, treni, bus e taxi. Nata nel 2013, in un anno la copertura ha raggiunto un migliaio di compagnie aeree, 300 compagnie ferroviarie e 30.000 servizi di collegamento verso aeroporti e stazioni. 

Come vanno, dove vanno
Secondo i dati raccolti dalla piattaforma, nel 2015 gli italiani hanno viaggiato di più in treno rispetto al 2014: il 59% delle mete estive sono state raggiunte col treno, contro il 37% con l’aereo. Nel 2014, le percentuali raccolte erano decisamente in favore dell’aereo (78% degli ordini) rispetto al treno (19%). E almeno secondo Wanderio, gli italiani amano il last minute: il 54% ha prenotato il viaggio estivo a un mese dalla partenza, il 72% a due mesi dalle vacanze. Il periodo più richiesto per i viaggi sono state le due ultime settimane di luglio.