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POLITICA

Europa

Recovery Fund, Di Maio: "Massimo impegno per usarlo al meglio. E' un treno che non ripasserà"

"Quelle messe a disposizione dall'Europa sono risorse ingenti. Il Recovery Fund vale più del Piano Marshall. Dobbiamo fare presto, ma anche bene. È un treno che non ripasserà più. Un'occasione unica per modernizzare il nostro Paese"

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Da parte del governo c'è il "massimo impegno" per usare  al meglio il Recovery Fund, "posso assicurarvi che è quello che stiamo facendo da mesi": lo ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio in audizione alla Camera. "Stiamo entrando nella fase di razionalizzazione delle proposte" su come impiegarlo, ha aggiunto, sottolineando la necessità di "concentrare in modo strategico" le risorse "e affrontare i nodi strutturali che hanno frenato la crescita". "L'aver preteso dall'Unione Europea questo salto in avanti - ha aggiunto Di Maio - ci rende oggi ancor più in dovere di sforzarci con il massimo impegno, la massima serietà e scrupolosità per ricavarne il meglio. Posso assicurarvi che è quello che il governo sta facendo, ormai da mesi. Abbiamo cominciato a prepararci ancor prima del Consiglio europeo di luglio".

Treno che non ripassa, lavoriamo insieme 
"Quelle messe a disposizione dall'Europa sono risorse ingenti. Il Recovery Fund vale più del Piano Marshall. Dobbiamo fare presto, ma anche bene. È un treno che non ripasserà più. Un'occasione unica per modernizzare il nostro Paese", ha ha detto il ministro degli Esteri.  "Vogliamo cogliere questa opportunità - ha sottolineato - lavorando tutti insieme, con il Parlamento, maggioranza e opposizione, e con le forze sociali", ha detto Di Maio. "Quello che intendiamo fare è concentrare le risorse in modo strategico e affrontare i nodi strutturali e i tanti colli di bottiglia che, per troppo tempo, hanno frenato la crescita italiana. Lavorare per fare sì che queste risorse vengano utilizzate in modo responsabile e lungimirante rappresenta un dovere che abbiamo, in primo luogo, nei confronti dei nostri cittadini e delle generazioni future. La pandemia ci ha mostrato in modo ancora più deciso quanto profonde siano le interdipendenze e le connessioni tra gli Stati membri, ha evidenziato quanto i nostri destini siano accomunati. Anche per questo molti Stati membri dell'Unione e le opinioni pubbliche europee guardano all'Italia con grande attenzione. Abbiamo una responsabilità anche nei loro confronti". Il capo della Farnesina ha sottolineato che, nella definizione del Piano Nazionale per la Ripresa e la Resilienza, "il governo è ben consapevole della grande responsabilità che deriva dalla mole di risorse senza precedenti che l'Unione Europea ha deciso di mettere in campo e destinare al nostro Paese". 

Banco di prova per integrazione europea
"Il Recovery Fund, su cui l'Italia ha dovuto svolgere un'azione negoziale lunga e capillare per superare le resistenze iniziali di alcuni Stati membri, è un banco di prova. Il suo impiego - corretto o scorretto - verrà utilizzato dai sostenitori o dai detrattori di questo strumento innovativo, per sostenere le proprie tesi e per dimostrare le proprie ragioni", ha detto il  ministro degli Esteri. "Non va sottovalutato il significato politico di questo risultato, che è una svolta storica nel percorso di integrazione europea - ha evidenziato - Per la prima volta, l'Unione Europea ha deciso di mobilitare somme ingenti mediante l'indebitamento comune. Per la prima volta, abbiamo concordato un piano anticongiunturale veramente ambizioso, con una quota di finanziamenti a fondo perduto mai ottenuta prima in così poco tempo. Per apprezzare la portata di questo cambiamento, è sufficiente pensare a come erano state affrontate le precedenti crisi finanziarie. Nel 2008 e poi nel 2011, l'Unione Europea si è comportata come quei medici che nel Medioevo pensavano di poter curare qualsiasi malattia con la stessa soluzione: un salasso. Adesso, finalmente, è stato riconosciuto che uno stimolo fiscale deciso, più che un'austerità fine a se stessa, è quello che occorre per portare le nostre comunità e l'economia europea fuori dalla tempesta e limitare i costi sociali della crisi". Secondo il ministro, l'Italia, che per prima è stata colpita dalla pandemia e per prima ha subito "l'impatto economico e sociale della crisi, con il lockdown nazionale" deve sforzarsi "con il massimo impegno, la massima serietà e scrupolosità per ricavarne il meglio", ha detto ancora Di Maio. "Posso assicurarvi che è quello che il governo sta facendo da mesi", ha concluso. 

Sui progetti serve andare a colpo sicuro
"Quando saremo pronti per presentare i progetti" sull'utilizzo del recovery fund "i nostri progetti avranno già scontato un confronto con la Commissione europea perché non possiamo permetterci progetti che tornano indietro", ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio sottolineando la necessità di "andare a colpo sicuro".

Altri Paesi ci guardano con attenzione
 "La pandemia ci ha mostrato in modo ancora più deciso quanto profonde siano le interdipendenze e le connessioni tra gli Stati membri, ha evidenziato quanto i nostri destini siano accomunati. Anche per questo molti Stati membri dell'Unione e le opinioni pubbliche europee guardano all'Italia con grande attenzione", ha dichiarato il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio,. "Abbiamo una responsabilità anche nei loro confronti", ha aggiunto il capo della Farnesina. 

Occasione per stimolare competitività pubbliche amministrazioni
 «Il piano nazionale è un'occasione unica  per stimolare tutta la pubblica amministrazione verso l'efficienza  energetica e la digitalizzazione'', ha detto di Maio. ''Nell'Europa di domani l'Italia non può permettersi il lusso di  perdere la sfida della competitività tra pubbliche amministrazioni'',  ha aggiunto il capo della diplomazia italiana. Nel fare riferimento  alle 4 grandi sfide che il piano nazionale deve contribuire a vincere, il ministro ha citato ''la ripresa nazionale dopo la crisi, la  transizione verde e digitale, l'aumento del potenziale di crescita, la creazione di occupazione''.        

Soldi erogati solo se progetti validi
"Sono contento che questi soldi debbano avere necessariamente dei requisiti per essere erogati: se i progetti non sono validi i soldi non sono erogati, se lo stato di avanzamento non è corretto non sono erogati". E' quanto ha detto il ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, Luigi Di Maio, in audizione alla Camera, riferendosi ai progetti che l'Italia dovrà candidare all'ottenimento dei fondi del Recovery Fund. "Abbiamo dei soggetti di riferimento e ai soggetti attuatori chiediamo responsabilità, qualità e velocità nell'attuazione di questi progetti, altrimenti i soldi non arrivano. Abbiamo visto in passato che anche i fondi europei classici, proprio perché non avevano controlli, non erano funzionali allo sviluppo del Paese", ha continuato il ministro.

Lavoriamo a corridoi verdi per buyer fiere
"Stiamo cercando di creare, con non poche difficoltà, dei corridoi verdi per l'ingresso dei buyer stranieri che vengono alle nostre fiere. Il problema principale non è l'ingresso, che avviene seguendo un protocollo sanitario di sicurezza, ma è il ritorno nei loro Paesi, perché viene loro chiesta la quarantena. Per questo stiamo promuovendo accordi bilaterali con non poche difficoltà con Stati Uniti, Paesi dell'America latina, Russia, Paesi arabi. Ci sono stati segnali buoni negli ultimi giorni". Così il ministro degli Esteri Luigi Di Maio a proposito della creazione di facilitazioni per il rilancio delle fiere e dell'export italiano dopo l'impatto della pandemia di coronavirus, nel corso del suo intervento davanti alle commissioni Esteri e Attività produttive a Montecitorio.

Entro settembre assegnata la campagna di "Nation branding"
"La campagna di nation branding" prevista dal Patto per l'export "sarà assegnata entro fine settembre" e poi "partirà in 30 Paesi con una strategia customizzata Paese per Paese", ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, nel corso dell'audizione a Montecitorio sul Recovery Fund di fronte alle commissioni Esteri e Attività produttive riunite."Il Patto per l'export è stato firmato l'8 giugno, alla Farnesina facciamo sessioni periodiche per sistemare questo strumento" puntando su "quello che funziona meglio". Il patto "è stato già finanziato con  due miliardi di euro di nostre risorse, e l'obiettivo è continaure a finanziare quegli strumenti che le imprese ci dicono che stanno andando bene, come il fondo Simest, i temporary export manager e i digital manager" anche con i fondi del Recovery Fund.