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Ue ai ferri corti con Polonia e Ungheria

Recovery Fund, il monito di Berlino: ritardare ancora è da irresponsabili

Michael Roth, presidente di turno del Consiglio Ue: "Questo supporto finanziario è fondamentale per molti Stati membri"

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"Le conseguenze economiche e sociali della crisi diventano più visibili giorno dopo giorno. Abbiamo raggiunto un accordo su un sostanzioso piano di recupero lo scorso luglio e tutti gli Stati membri si sono impegnati per lo stato di diritto, inteso come il valore essenziale per l'Unione europea".

È quanto ha detto in conferenza stampa, commentando il no di Polonia e Ungheria, Michael Roth, ministro tedesco per gli Affari europei e ministro aggiunto per l’Europa presso il ministero degli Affari esteri, nonché presidente di turno del Consiglio europeo.

"Sarebbe irresponsabile - ha aggiunto Roth - ritardare ancora questo sostegno essenziale per i nostri cittadini. Abbiamo bisogno di sbloccare rapidamente il supporto finanziario che è così fondamentale per molti Stati membri".

Ue a Polonia e Ungheria: "Decidete entro mercoledì"
La presidenza di turno tedesca ha invitato i due governi a chiarire la loro posizione definitiva entro mercoledì in modo che gli altri 25 possano decidere nel corso della riunione del Consiglio europeo che si terrà giovedì e venerdì a Bruxelles di procedere senza di loro nel lancio di Next Generation EU sulla base di garanzie nazionali per l'emissione obbligazionaria.

Il veto polacco e ungherese è sul bilancio in opposizione al regolamento che prevede un legame tra i fondi Ue e il rispetto delle regole dello Stato di diritto (in particolare dell'indipendenza della magistratura).

Nessuna richiesta europea all'Italia su Task Force Manager
"La Commissione europea non ha mai dato alcuna linea guida, né formale né informale, su come organizzare la struttura politica per preparare i piani nazionali o amministrare i fondi" che arriveranno all'Italia con il Recovery Fund, come parte del programma Next Generation EU. Così Marta Wieczorek, portavoce della Commissione per gli affari economici, in merito alle indiscrezioni della stampa italiana secondo le quali l'Italia potrebbe mettere su una task force di manager per amministrare il Recovery Fund perché così richiesto da Bruxelles. "La scelta su come organizzarsi" per programmare e spendere i fondi "è solo nelle mani del Governo italiano", ha aggiunto la portavoce. 

Tutte le amministrazioni devono equipaggiarsi al meglio
"Da parte della Commissione posso dire che abbiamo messo in piedi una task force specifica per l'attuazione della Recovery Facility. E' un programma davvero ambizioso da attuare e ovviamente richiede che ogni amministrazione si equipaggi al meglio con i mezzi più adeguati a elaborare una strategia e attuare il piano nel modo più efficare possibile, ma sta agli Stati membri decidere".