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POLITICA

La ripresa

Recovery, nella bozza c'è clausola lavoro donne e giovani. Lunedì Draghi in Parlamento

Sul Pnnr c'è il via libera della Commissione europea, il premier garantisce l'impegno dell'Italia sulle riforme. Impegno del ministro Franco per la proroga al 2023 del Superbonus. Protestano le opposizioni: serve più tempo per esaminare il testo

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C'è la clausola per l'occupazione di donne e giovani chiesta dal Pd nella nuova bozza del Recovery plan, che ieri sera è stata esaminata dal Consiglio dei ministri. Il nuovo testo, ancora oggetto delle ultime limature prima di essere trasmesso alle Camere, è salito a 335 pagine e include ora maggiori dettagli sulle riforme (per il fisco una delega entro luglio). Non c'è più, invece, il riferimento a Quota 100 (che in ogni caso per ora si chiude a fine 2021 con la fine della sperimentazione).

Per donne e giovani ci saranno nei bandi di gara specifiche clausole dirette a "condizionare l'esecuzione dei progetti" alla loro assunzione.

Lunedì il premier Mario Draghi sarà alla Camera e martedì al Senato per illustrare il piano al Parlamento.

Primo "disco verde" dell'Europa
C'è un primo "disco verde" dell'Europa al Recovery Plan italiano: a 12 ore dalla prima convocazione, il Consiglio dei ministri si riunisce in serata  e il premier Mario Draghi annuncia l'intesa raggiunta con Bruxelles sul piano da oltre 200 miliardi da cui passa la ripartenza dell'Italia dopo la crisi peggiore del dopoguerra.

A sbloccare lo stallo è una telefonata tra il premier e la presidente della commissione europea, Ursula Von Der Leyen. Il premier garantisce l'impegno dell'Italia sulla realizzazione delle riforme che accompagneranno il piano: concorrenza, fisco, pubblica amministrazione, giustizia, con il cambio di passo necessario per il rilancio e la crescita del Paese. Servono ancora "rifiniture", in particolare sui dossier fisco e liberalizzazioni, come l'impegno a presentare una delega sul fisco entro fine luglio. Aspetti ancora "marginali" su cui la discussione continua, spiega il premier ai ministri dopo essersi scusato per il ritardo con cui è stata avviata la riunione. Nessuno vuole una bocciatura, meglio quindi verificare ogni capitolo e aggiungere dettagli, come l'impegno a presentare una delega sul fisco entro il 31 luglio 2021, partendo dal lavoro delle commissioni in Parlamento.

La pace sul Superbonus
E nella notte si sigla anche la pace sul Superbonus, con l'impegno del ministro dell'Economia, Daniele Franco, a valutare la proroga al 2023 a settembre con la manovra, quando il quadro sull'utilizzo dell'incentivo sarà più chiaro e si capirà anche se serviranno davvero risorse in più.

Mentre il premier tira le fila con la Commissione, a Roma i partiti sono sempre più in fibrillazione: si diffondono i malumori, per quell'accenno a Quota 100 che non sarà rinnovata, per lo schema della governance ancora da definire sul fronte della 'regia politica'. Ma anche per la lista delle cose che mancano. L'opposizione si inserisce e parla di "democrazia sospesa" con Giorgia Meloni che accusa il governo di mancanza di informazioni: "anche l'indecenza ha un limite. Mancano meno di 48 ore dalle sedute parlamentari e il Recovery Plan non è stato ancora nemmeno pubblicato".