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POLITICA

Il premier garantisce l'impegno dell'Italia sulle riforme

Disco verde dall'Ue, Draghi rassicura su Recovery plan

Sul Pnnr c'è il via libera della Commissione europea. Per Draghi una giornata di trattative con Bruxelles, il Consiglio dei ministri slitta di dodici ore. Impegno del ministro Franco per la proroga al 2023 del Superbonus.  Protestano le opposizioni: serve più tempo per esaminare il testo

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A sbloccare lo stallo sul Recovery Plan è una telefonata tra Draghi e la presidente della commissione europea Von Der Leyen. Il premier garantisce l'impegno dell'Italia sulla realizzazione delle riforme che accompagneranno il piano: concorrenza, fisco, pubblica amministrazione, giustizia, con il cambio di passo necessario per il rilancio e la crescita del Paese. Alla fine della giornata il Presidente del Consiglio può annunciare il disco verde da parte di Bruxelles anche se dalla Commissione si fa sapere che servono ancora "rifiniture", in particolare sui dossier fisco e liberalizzazioni, come l'impegno a presentare una delega sul fisco entro fine luglio. 

La bozza del testo, più di 300 pagine approda in serata in CDM con dodici ore di ritardo. Lo slittamento è anche dovuto alla guerra di posizione interna ai partiti di maggioranza. Il Pd, che punta a inserire nel testo del Piano nazionale di ripresa e resilienza un passaggio che preveda una 'quota' obbligatoria per donne e giovani, con Nicola Zingaretti si intesta la battaglia per la proroga al 2023 del Superbonus e non lasciare una misura molto popolare tra cittadini e categorie produttive al M5s. Lo stesso Giuseppe Conte, che per la prima volta interviene su un tema di governo da leader Cinque stelle, definisce il superbonus "essenziale" per la transizione ecologica, mentre i  ministri del Movimento chiedono "garanzie nero su bianco". 

Da Forza Italia Mariastella Gelmini afferma di aver avuto rassicurazioni dal ministro dell'Economia, Daniele Franco che le necessarie risorse per la proroga del superbonus sulle ristrutturazioni edilizie al 2023, che valgono oltre 10 miliardi di euro, saranno inserite con risorse ad hoc nella legge di bilancio. Il punto di caduta sembra trovare tutti concordi. 

La Lega rimane sola nell'insistere che venga rivista l'eliminazione di Quota 100 alla sua naturale scadenza a fine anno e prova ad intervenire sulla cabina di regia del piano: non ci può essere un solo ministro 'politico' (Roberto Speranza) dicono. Poi ci sarebbero stati malumori riguardo alle riaperture dei centri commerciali e sul fatto che le Regioni non sarebbero state ascoltate abbastanza.
  
Ma prima del via libera definitivo dell'esecutivo, che invierà il documento all'Europa entro la fine di aprile, si attendono le comunicazioni in Parlamento del presidente del consiglio lunedì e martedì. Dall'opposizione Fratelli d'Italia e Sinistra italiana puntano il dito sui tempi molto stretti per il dibattito parlamentare: la discussione alla Camera lunedì alle 16, è una presa in giro dice Nicola Fratoianni. Giorgia Meloni parla di "democrazia sospesa" e accusa il governo di mancanza di informazioni: "anche l'indecenza ha un limite. Mancano meno di 48 ore dalle sedute parlamentari e il Recovery plan non è stato ancora nemmeno pubblicato".