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MONDO

Domani la visita a Edimburgo

Referendum in Scozia, il premier Cameron lancia l'appello: "Restate"

"Il Regno Unito è migliore se restiamo insieme'', scrivono Cameron e il suo vice Clegg in una dichiarazione congiunta. Nei sondaggi gli indipendentisti sono in vantaggio

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Indipendentisti scozzesi
L'ombra dell'indipendenza scozzese si agita su Downing Street e il premier Cameron tenta di correre ai riparti. A pochi giorni dal referendum del 18 settembre che vede gli indipendentisti in vantaggio arriva l'appello del premier inglese e del suo vice. "Il nostro messaggio per gli scozzesi è semplice: vogliamo che restiate" nel Regno Unito.

Domani Cameron in Scozia
Nella dichiarazione congiunta, il primo ministro inglese annuncia che domani andrà in Scozia. "Molte cose ci dividono, ma ce n'è una su cui siamo d'accordo con passione: il Regno Unito è migliore se restiamo insieme'', si legge ancora nella dichiarazione. ''Per questo tutti noi siamo d'accordo che il luogo migliore dove essere domani è in Scozia e non a Westminster per il 'question time''. Cameron ha promesso che farà tutto il possibile per tenere il Regno Unito insieme, sottolineando che sta al popolo scozzese decidere del proprio futuro, ma il resto della Gran Bretagna vuole che la Scozia continui a fare parte della nazione.

Le ipotesi post referendum
Intanto il leader nazionalista scozzese Alex Salmond si mostra sicuro nella sua marcia verso le urne e respinge le proposte di maggiore autonomia presentate dagli unionisti bollandole come "niente di nuovo". Hanno "solo rimpacchettato quanto già detto e già proposto" ha detto il leader dell'Snp (partito nazionalista scozzese) che guida la campagna per il 'Sì', in risposta all'iniziativa dei tre principali partiti mostratisi compatti nell'appoggiare il piano per riconoscere maggiori poteri al parlamento scozzese nel caso di vittoria del 'No'. Il portavoce della promessa è proprio l'ex primo ministro laburista Gordon Brown, con la benedizione del premier conservatore David Cameron, in quella che viene però descritta dagli indipendentisti come una "reazione dettata dal panico".