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POLITICA

Roma 2024

Roma 2024, Malagò: Dalla Raggi meritavamo più attenzione e rispetto

La replica del Coni alla decisione del sindaco Virginia Raggi di dire no ai giochi a Roma nel 2024

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Giovanni Malagò
"Dopo 37 minuti di attesa, alle 15.07, anche in considerazione del fatto che la sindaca aveva convocato una conferenza stampa per le 15.30, abbiamo deciso di andare via. Forse avremmo meritato più attenzione e anche più rispetto per quello che rappresentiamo". Lo ha detto il presidente del Coni Giovanni Malagò nel corso della conferenza stampa, seguita a quella della Raggi, dopo il mancato incontro in Campidoglio per parlare delle Olimpiadi. 

"Siamo candidati perché sono cambiate le regole del gioco. Mi è dispiaciuto che Raggi non lo abbia ricordato. Questo è il punto centrale. Se non ci fosse stata Agenda 2020 nessuna città d'Italia poteva aspirare a candidarsi". Lo ha detto il presidente del Coni, Giovanni Malagò, in conferenza stampa.

"Noi - ha sottolineato - non apparteniamo a nessun partito. Siamo laici. Abbiamo avuto un mandato dal mondo dello sport all'unanimità, quello di candidarsi per Roma 2024. Non era mai successo da quando esiste il Coni. Siamo andati avanti forti di una delibera dell'assemblea capitolina con ampia maggioranza, il sostegno del governo italiano, della Regione e l'endorsement della presidenza della Repubblica".

Malagò consiglia a Raggi di non presentare mozione in Consiglio comunale
"Ben venga chi ha il vessillo della trasparenza ma noi non dobbiamo organizzare le Olimpiadi ma decidere se sperare di organizzarle o staccare la spina. Consiglio alla sindaca di non presentare quella mozione in consiglio comunale. Parla di città come Amburgo e Boston che non sono mai state ufficialmente candidate. Spero siano errori fatti in buona fede ma è imbarazzante".

Malagò: No ai Giochi senza un motivo
"Non si vogliono fare le Olimpiadi ma non c'è un motivo vero. Se il motivo erano le ruberie noi diciamo gestitele voi. Quale migliore garanzia per chi è un baluardo della legalità?". Che il Comune di Roma stia ancora pagando i debiti per le Olimpiadi del 1960 non è vero, ha aggiunto Malagò, è "demagogia e populismo".
Oggi i Giochi - ha concluso Malagò - "nelle circoscrizioni di periferia dove la sindaca ha vinto, i ragazzi dai 18-25 anni dicono di volerli".

Pancalli: "Da Raggi mi aspettavo più coraggio. Stiamo privando la città di un sogno"
"Mi sembra che stiamo privando di un sogno tutti i cittadini. Non sono i grandi eventi che producono i debiti ma come vengono realizzati, mi sarei quindi aspettato coraggio, da parte di chi fa della trasparenza, il rigore e la serietà alla lotta agli sprechi, di accettare la sfida e dimostrare che noi italiani siamo in grado di fare le cose fatte bene e con rigore". Lo ha detto il numero uno del Comitato paralimpico e vicepresidente del Comitato promotore Roma 2024, Luca Pancalli, che ha parlato dopo Malagò.