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MONDO

L'intervista a 360 gradi

Russiagate, Trump al New York Times: con Putin parlato solo di adozioni, avvertimento a Mueller

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In un'intervista esclusiva al New York Times Donald Trump mostra il suo lato più affabile ma non risparmia critiche (al suo ministro della Giustizia Jeff Sessions) e avvertimenti (al procureatore speciale Robert Mueller che si occupa del Russiagate). Conferma anche un secondo colloquio (molto inusuale) con Vladimir Putin (fino a ieri segreto) a margine del G20 in cui avrebbe parlato di adozioni (bloccate dal Cremlino nel 2012, al centro anche del colloquio tra il figlio e l'avvocatessa russa Natalia Veselnitskaya - anche se mail successive hann rivelato che di un dossier su Hillary Clinton).

L'attacco a Sessions: se avessi saputo dell'astensione non lo avrei mai nominato
Jeff Sessions è stato il primo senatore a offrire a Donald Trump il suo endorsement e per un certo periodo è stato tra i più intimi del suo inner circle. Oggi i rapporti sono incrinati, come confermano le parole del presidente ai giornalisti del New York Times: "Se avessi saputo che si sarebbe astenuto non lo avrei mai nominato, la sua è stata una decisione ingiusta nei confronti del presidente". Il riferimento è la fatto che Sessions è di fatto stato costretto a ricusare se stesso dall'inchiesta sul Russiagate (dato che aveva nascosto al Senato i suoi incontri con l'ambasciatore russo durante la campagna per le presidenziali). La sua astensione ha poi aperto la strada all'arrivo del procuratore speciale Mueller. Una situazione che - sommata al disastroso destino del travel ban - ha definitivamente compromesso i rapporti tra i due. 

L'avvertimento a Mueller: non superi la linea rossa
Il procuratore speciale per il Russiagate, Robert Mueller, è molto temuto dal presidente Trump che gli lancia un avvertimento decisamente non velato: indagare sulla situazione finanziaria della famiglia al di fuori del Russiagate significherebbe oltrepassare la linea rossa, ha detto il presidente. 

Trump: Comey ha cercato di fare pressioni per mantenere il posto 
L'ex direttore dell'FBI accusa Donald Trump di averlo licenziato proprio per insabbiare il Russiagate - come ha detto in audizione in Senato - e di avere ricevuto pressioni per non indagare sull'ex consigliere per la Sicurezza Nazionale, Michale Flynn. Con il New York Times Trump torna ad attaccarlo: fu lui, ha detto, ha minacciarmi con un dossier per poter mantenere il posto. Comey, scrive il quotidiano, ha rifiutato di commentare.

Il colloquio ex segreto con Putin
Dopo le rivelazioni del politologo Ian Bremmer, Trump conferma un secondo colloquio con Putin, fino a ieri ignoto. Sempre a margine del G20, durante la cena - ha raccontato - si è avvicinato a Melania e ha parlato per 15 minuti con il capo del Cremlino. Di cosa? Solo convenevoli e adozioni (bandite dal 2012 dalla Russia, dopo il Magnitsky Act). Senza nessuno ad ascoltarli. 

I prossimi appuntamenti della Russiagate series
Jared Kushner - marito di Ivanka e consigliere di The Donald - sarà sentito in un'audizione non pubblica il prossimo 24 luglio dalla commissione intelligence del Senato. Due giorni dopo, il 26 luglio, saranno invece ascoltati il figlio del presidente, Donald Trump Junior, e l'ex manager della campagna elettorale, Paul Manafort. Nel loro caso l'audizione sarà pubblica.