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Coronavirus

Governo

Scuola, Conte convoca un vertice di maggioranza notturno

Si avvicina il tempo di prendere una decisione anche sull'utilizzo o meno del Mes, mentre i dem iniziano il pressing sulla riforma della giustizia (prescrizione in primis) e restano scettici sulla sospensione del codice degli appalti

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Convocato per le 23 a Palazzo Chigi un vertice notturno di maggioranza sulla scuola, presenti il premier Conte, il ministro Azzolina e i capigruppo. Le posizioni in campo restano invariate, mentre domani si riunirà la commissione Istruzione del Senato che deve votare gli emendamenti al decreto sulla conclusione e l'avvio dell'anno scolastico. Continuano a spingere per il concorso voluto da Azzolina il M5S e Italia viva, mentre sono contrari alle crocette "in piena pandemia" Pd e Leu. Gli alleati sono in attesa di una proposta di mediazione da parte del presidente del Consiglio. "Senza una soluzione - trapela da fonti di maggioranza - rischiamo di andare sotto in commissione al Senato".

I dem non intendono cedere. "L'emergenza sanitaria porta ad evitare il concorso a crocette e a sostituirlo con una prova che tutti i candidati potranno svolgere a fine anno scolastico. Quindi per noi bisogna valorizzare immediatamente il patrimonio di conoscenze dei precari ed inserire il primo settembre 40.000 insegnanti, non rinunciando al merito ed alla selezione con una prova vera a fine anno scolastico. Aspettiamo dal presidente Conte e dalla ministra Azzolina una mediazione nella direzione giusta", dice Andrea Marcucci. "La linea del Movimento 5 Stelle non cambia. Il merito resta l'elemento centrale ed imprescindibile per accedere al ruolo di insegnante", replica la capogruppo M5S in commissione Istruzione Bianca Laura Granato che pure accoglie "con favore" le parole del collega dem sul merito. "Su questa base è possibile trovare un accordo, purché la selezione sia davvero meritocratica e che si evitino soluzioni pasticciate. Restiamo aperti al dialogo ed al confronto, ma indisponibili a derogare a questi principi", aggiunge.

Italia Viva: "Agire subito con un piano preciso per il rientro in classe" 
Anche Italia viva, sulla scia di quanto fatto dal Governo Renzi sulla buona scuola, non intende indietreggiare sul punto, a meno che non si metta a rischio il nuovo anno scolastico. I renziani sposano le proteste di genitori e associazioni scesi in piazza in 19 città italiane per chiedere che da settembre si ritorni sui banchi senza andare avanti con la 'didattica a distanza'. "È Importante occuparsi del concorsi per i docenti ma è indispensabile occuparsi di diritto allo studio e di come sarà il prossimo anno scolastico . Ne va del lavoro delle donne, della continuità educativa dei ragazzi, dell’equilibrio di una comunità : c’è di mezzo una intera generazione di studenti che non possiamo rischiare di perdere - insiste Davide Faraone - Dobbiamo agire subito con un piano preciso per il rientro in classe ed utilizzando tutti gli spazi possibili dei comuni per “allargare” le scuole e consentire a tutti gli studenti di partecipare alle lezioni".

Azzolina: "Al lavoro per ripresa lezioni in presenza e sicurezza a settembre"
Il premier è a lavoro per mediare. Da viale Trastevere, intanto, rassicurano sul fatto che che negli stessi luoghi dove si terranno gli esami di stato per 500mila ragazzi, si potrà svolgere il concorso per 77mila persone. Quanto alle proteste Azzolina ribadisce il suo impegno: "Condivido la necessità di quanti chiedono di tornare tra i banchi a settembre. È una priorità per il governo - mette nero su bianco su Twitter - Come già detto più volte siamo al lavoro insieme al Cts per la ripresa delle lezioni in presenza e in sicurezza a settembre". Domani si dovrebbe tenere una riunione con il Comitato tecnico scientifico per segnare la rotta e decidere anche sulla proposta lanciata dalla viceministra Anna Ascani sul ritorno in classe per l'ultimo giorno di scuola per gli studenti alla fine di un ciclo.

Alta tensione anche sul dossier Autostrade e su quello dei cantieri
Il nodo più urgente da sciogliere è quello sulla scuola, ma nel governo e nella maggioranza è alta tensione anche sul dossier Autostrade e su quello dei cantieri. Nel 'fronte progressista', ovvero quelle forze nel Pd e nel Movimento 5 stelle che hanno dato vita al Conte II e anzi auspicavano inizialmente anche un patto più stretto in prospettiva tra i due principali azionisti, si alza l'allarme. E non solo per le continue fibrillazioni. Anche per quei messaggi che arrivano dall'ala pentastellata più ostile in un primo momento alla formazione del governo sul fatto che non c'è alcun automatismo che porti al voto qualora l'esecutivo dovesse andare in difficoltà. Finora il premier è riuscito a trovare sempre una mediazione ma le tensioni aumentano ogni giorno. "Camminiamo su un crinale pericoloso", dicono nel Pd. Sotto osservazione le mosse dell'ala che fa riferimento a Di Maio. E l'attacco arrivato ieri dal vice ministro Cancelleri su Atlantia che ha deciso di bloccare i 14,5 miliardi di investimenti : "Mi rivolgo alle altre forze di maggioranza, a Iv al Pd, stiamo perdendo tempo, revochiamogli le concessioni, questa non è gente seria". E poi l'affondo su De Micheli che a portato avanti una trattativa "senza che il Movimento 5 stelle conoscesse il dossier". 

Anche su Mes e Riforma della Giustizia si avvicina il tempo di prendere una decisione
Scuola e cantieri, dunque i due nodi da sciogliere al più presto per il premier Conte per evitare eventuali crisi. Ma si avvicina il tempo di prendere una decisione anche sull'utilizzo o meno del Mes, mentre i dem iniziano il pressing sulla riforma della giustizia (prescrizione in primis) e restano scettici sulla sospensione del codice degli appalti.