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Coronavirus

Misure contro la pandemia

​Scuola, Cts dà via libera a test rapidi per screening anti-Covid

Il Commissario Arcuri procede per una gara per 5 milioni di test rapidi, avviata su richiesta del ministero della Salute dopo l'ok del Cts

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Il Comitato tecnico scientifico ha dato il via libera alle indicazioni contenute nella circolare del ministero della Salute nella quale si parlava, tra l'altro, della possibilità di effettuare tamponi rapidi nelle scuole per la sola attività di screening in chiave di prevenzione anti-Covid. Secondo quanto si apprende, c'è stato infatti un accordo di massima nel corso della riunione sulla bozza della circolare presentata dal ministero della Salute nella quale si afferma in maniera esplicita che "ai fini esclusivi di screening è possibile utilizzare i test antigenici" nelle scuole. La circolare non era all'ordine del giorno ed è stata illustrata dai rappresentanti del ministero.

Test rapidi per le scuole come in aeroporto
E' possibile utilizzare anche nelle scuole i test antigenici rapidi attualmente in uso in porti e aeroporti. Lo indica il ministero della Salute in una circolare, specificando che "l'utilizzo di tali test antigenici rapidi è in grado di assicurare una diagnosi accelerata di casi di Covid-19,consentendo una tempestiva diagnosi differenziale nei casi sospetti tra sindrome influenzale e malattia da Sars-CoV2". Alla vigilia dell'arrivo dell'influenza stagionale e "in vista di un probabile ampliamento dell'esigenza di prevenire, attraverso l'effettuazione di test, l'incremento dei contagi", il ministero ritiene che l'utilizzo dei test antigenici rapidi possa accelerare, anche nelle scuole, la diagnosi dei casi sospetti di Covid-19. E' infatti "del tutto lecito assumere - spiega il ministero - che la frequenza di episodi febbrili nella popolazione scolastica nel periodo autunnale e invernale sia particolarmente elevata, e che sia necessario ricorrere spesso alla pratica del tampone per escludere in tempi rapidi la possibilità che si tratti di Covid-19, nonché per individuare prontamente i casi, isolarli e rintracciare i contatti, facilitando la decisione di applicare o meno misure quarantenarie in tempi brevi e con un risparmio notevole di risorse, evitando un eccessivo sovraccarico dei laboratori di riferimento". Di fronte a un caso sospetto e davanti al rischio di un possibile contagio del personale scolastico o degli alunni si può quindi ricorrere anche al test antigenico rapido.   

Nella circolare viene spiegato che "le modalità di raccolta del campione per i test antigenici rapidi sono del tutto analoghe a quelle dei test molecolari (tampone naso-faringeo), i tempi di risposta sono molto brevi (circa 15 minuti), ma la sensibilità e specificità di questi test sembrano essere inferiori a quelle del test molecolare". Questo "comporta la possibilità di risultati falso-negativi in presenza di bassa carica virale oltre alla necessità di confermare i risultati positivi mediante un tampone molecolare". Tuttavia "ulteriori validazioni eseguite su campioni "freschi" (appena prelevati) hanno invece mostrato elevata sensibilità e specificità". Pur considerando la possibilità di risultati falso-positivi (per questo i risultati positivi al test antigenico vengono confermati con il test molecolare) e di falso-negativi (la sensibilità del test non è certo pari al 100% e, inoltre, bisogna considerare il "periodo finestra" fra il momento dell'esposizione a rischio e la comparsa della positività), grazie all'uso di tali test rapidi è stato intercettato comunque un rilevante numero di contagiati, probabilmente con alte cariche virali, che non sarebbero stati individuati in altro modo".

Arcuri: gara per 5 milioni di test rapidi
Via libera, da parte del Commissario straordinario per l'emergenza Covid, Domenico Arcuri, alla Richiesta pubblica di offerta per la fornitura di 5 milioni di test rapidi destinati "alla rilevazione qualitativa di antigeni specifici di Sars-CoV-2 presenti su tampone nasofaringeo o campione salivare". La procedura, avviata su richiesta del ministro della Salute e condivisa nei contenuti dal Comitato Tecnico Scientifico, è stata pubblicata sui siti istituzionali della Presidenza del Consiglio dei ministri - Commissario straordinario per l'emergenza Covid-19 - e del ministero della Salute. Le offerte dovranno essere presentate entro le ore 18.30 di giovedì 8 ottobre 2020. Le imprese che intenderanno rispondere - si spiega - dovranno indicare la disponibilità a fornire in comodato d'uso gratuito, qualora fosse necessario, un sufficiente numero di macchinari, presso i siti di distribuzione indicati dal Commissario straordinario, per la somministrazione dei test consegnati, e distribuire i test stessi sul territorio nazionale con mezzi idonei.

"La richiesta di offerta per la fornitura di test rapidi rappresenta un passo importante per intensificare ulteriormente le attività di prevenzione, messe in atto dal governo, per contrastare l'epidemia", commenta il Commissario Straordinario, Domenico Arcuri, sottolineando: "Oggi, nel nostro Paese, già si effettuano in media centomila test molecolari al giorno. Il nostro obiettivo è quello di soddisfare i fabbisogni connessi ai movimenti internazionali di passeggeri da zone ad alto contagio e alle necessità derivanti dalla riapertura delle scuole, soprattutto in un periodo, come quello autunnale, di accertata, aumentata circolazione di tutti i virus respiratori."

Vaia: testeremo 800.000 ragazzi delle scuole
"Nelle nostre scuole testeremo un campione di 800.000 ragazzi con un test pilota". Questo "screening è già partito con il tampone e da lunedì prossimo verrà fatto anche con il test salivare". Lo ha spiegato a Timeline su Sky Tg24, Francesco Vaia, direttore sanitario dell'Istituto Malattie Infettive Spallanzani specificando che "testeremo nelle scuole di ogni ordine e grado in tutto il Lazio con test salivari da 3 a 6 anni, per i più gradi tampone nasofaringeo".     

"Come Spallanzani abbiamo validato il test salivare antigenico, che si differenzia dal tampone nasofaringeo perché meno invasivo e anche il bambino piccolo può farlo. Alla sospetta positività segue la conferma con il test molecolare ma non va rifatto un altro prelievo del campione con il tampone ma si usa il precedente", ha spiegato. Il test salivare "ci dà grande attendibilità e affidabilità se usato nel modo giusto, ovvero per fare grandi attività di testing che deve essere attività prevalente che la sanità pubblica deve porsi". I test rapidi, ha precisato, "devono essere usati per fare screening in popolazioni in cui è presumibile la presenza del virus, se poi c'è un sospetto positivo, va poi confermato con un secondo test, che è quello che poi fa scattare il contact tracing e isolamento". Nella nostra esperienza, ha concluso Vaia, "non abbiamo avuto falsi negativi ma solo falsi positivi": essendo molto sensibile, infatti, "rischia di rilevare anche basse cariche virali".