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MONDO

Secondo il rapporto finale Onu sussistono probabili prove

Siria, armi chimiche in 5 attacchi

Gli ispettori delle Nazioni Unite hanno rilevato l'uso di questo tipo di armi di distruzione di massa nei conflitti in corso a Damasco. Testimoni parlano di una "bomba al sarin" sganciata da un aereo sul sito di Khan al-Assal

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Un'esplosione in Siria
Damasco
Per l'Onu ci sono "prove credibili e consistenti del probabile uso di armi chimiche" a Ghouta (il sobborgo orientale di Damasco dove il 21 agosto ci sarebbero state oltre 1.400 vittime), Khan Al Asal, Jobar, Saraqueb e Ashrafieh Sahnaya. Non ne è stato accertato l'uso a Bahhariyeh e Sheik Maqsood. Insomma in 5 dei 7 siti analizzati.

Le vittime
Nel rapporto finale reso noto dal capo degli ispettori, Ake Sellstrom, si legge che, "la missione Onu ha concluso che armi chimiche sono state usate nel conflitto in corso tra le parti in Siria". Il documento sottolinea che in diversi casi le vittime sono state sia soldati che civili e che non è stato sempre possibile stabilire con certezza un legame diretto tra gli attacchi, le vittime e presunti siti degli 'incidenti'.

Bomba al Sarin
Testimoni parlano di una "bomba al sarin" sganciata da un aereo sul sito di Khan al-Assal, una delle località al centro dell'inchiesta degli ispettori dell'Opac. Lo si legge nel rapporto consegnato dal capo degli ispettori, Ake Sellstrom, al segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon. 

L'appello di Ban Ki Moon
Il segretario generale Ban Ki-moon ha esortato la comunità internazionale a punire gli autori degli attacchi chimici in Siria evidenziati dalla relazione finale degli ispettori delle Nazioni Unite. "La comunità internazionale ha la responsabilità morale e la politica per punire i responsabili, per evitare altri incidenti e garantire che le armi chimiche non diventino mai più uno strumento per la guerra ", ha detto
Ban all'Assemblea generale dell'Onu.