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MONDO

Nuovi raid della coalizione in Siria e in Iraq

​Siria, Il Pentagono: "I raid Usa non salveranno Kobane". L'Isis avanza

I jihadisti, dopo un'iniziale arretramento a seguito dei raid della Coalizione, avanzano nella zona nord della città curda di Kobane, al confine tra Siria e Turchia, ricevendo anche rinforzi. Intanto, in Turchia esplodono le proteste contro il governo di Ankara che resta a guardare: 21 morti 

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Combattimenti in Siria (AP)
I raid aerei della Coalizione internazionale hanno impedito finora la caduta di Kobane, città siriana di popolazione curda al confine con la Turchia. Ma al Pentagono sono sicuri: non basteranno a salvare la città dall'assalto dei jihadisti dell’Isis che mercoledì, dopo un'iniziale arretramento, sono riusciti ad avanzare nella zona nord della città, ricevendo anche rinforzi.
 
"Stiamo facendo tutto ciò possiamo" per fermare l'Isis, ha dovuto ammettere il portavoce del Pentagono John Kirby, ma i raid aerei degli Usa e degli alleati da soli non riusciranno "a salvare" Kobane. "Abbiamo tutti bisogno di prepararci all'idea che altre città e villaggi, e forse Kobane saranno prese dall'Isis", ha avvertito Kirby. "Non abbiamo una forza all'interno della Siria che possa cooperare e lavorare con noi", ha precisato. Ecco perché l'amministrazione Obama sta progettando di formare e armare 5mila ribelli moderati in altre basi nel Medio Oriente.

Le critiche degli Usa alla Turchia
Dagli Usa inoltre piovono critiche verso la Turchia, accusata di "inventare scuse" per non intervenire contro i jihadisti dello Stato islamico. E' quanto scrive il New York Times, citando fonti dell'amministrazione Obama. “C'è crescente frustrazione verso la Turchia che indugia a intervenire per scongiurare un massacro a meno di un miglio dal proprio confine - ha detto un alto funzionario dell'amministrazione - dopo tutte le denunce sulla catastrofe umanitaria in Siria, si stanno inventando scuse per non agire per scongiurare un'altra catastrofe. Non è così che un alleato Nato si comporta quando scoppia l'inferno a breve distanza dal proprio confine".  

Proteste in Turchia: almeno 21 morti
Intanto in Turchia è salito ad almeno 21 morti e 150 feriti il bilancio degli scontri tra polizia e migliaia di manifestanti pro-curdi che protestano per l'inazione del governo di Ankara contro i jihadisti. 

Hollande favorevole a una zona cuscinetto tra Siria e Turchia
E mentre il presidente francese François Hollande si è detto d'accordo sulla creazione di una zona cuscinetto tra la Siria e la Turchia per proteggere le persone in fuga dai militanti dello Stato islamico, il segretario di Stato Usa John Kerry ha fatto sapere che un'eventuale decisione potrebbe essere presa solo dopo "un esame molto attento" della situazione. Ma la Casa Bianca ha precisato che "al momento non è allo studio".
 
Raid anche in Iraq
Intanto proseguono i raid della Coalizione anche in Iraq, di cui cinque intorno a Falluja, 60 chilometri a ovest di Baghdad. Fonti locali irachene hanno detto che sette miliziani dell'Isis sono stati uccisi, tra cui un cittadino britannico identificato come Abu Mohammed al Britani. Un elicottero dell'esercito iracheno, invece, è stato abbattuto dall'Isis nei pressi della raffineria di Baiji, 200 chilometri a nord di Baghdad. I due piloti che erano a bordo sono morti. E' il secondo episodio di questo genere nell'arco di soli dieci giorni.