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ITALIA

"Gli indizi su Stasi dovranno concorrere a valutazione finale"

Delitto di Garlasco. La famiglia di Chiara Poggi: "Soddisfatti, ora speriamo nella verità"

Oggi la decisione della Corte d'Assise d'Appello di Milano, davanti alla quale si sta celebrando il processo 'bis' a carico di Alberto Stasi, di riaprire il caso e disporre nuovi esami e accertamenti per l'omicidio di Chiara Poggi il 13 agosto 2007 a Garlasco

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Rita e Giuseppe Poggi (Ansa)
Garlasco (PV)
La famiglia di Chiara Poggi è soddisfatta per la decisione della Corte d'Assise d'Appello di Milano. Dopo quasi 7 anni dal suo omicidio, il 13 agosto 2007 a Garlasco, li giudici di secondo grado hanno deciso di riaprire il processo con l'integrazione di nuovi esami e accertamenti.

"Si tratta di un importantissimo riconoscimento di quanto la parte civile ha sempre sostenuto nel corso dei precedenti gradi di giudizio - scrive in una nota la mamma di Chiara, Rita Poggi - e su cui la Suprema Corte aveva già espresso solide e argomentate motivazioni decidendo la riapertura del processo".

"Auspichiamo adesso - continua la signora - che periti e consulenti vogliano affrontare questo ulteriore sforzo, alla ricerca di una verità finora solo sfiorata, con serio e determinato impegno, in modo da concludere il quadro lasciato inspiegabilmente incompleto nel 2009".

Accanto a questi accertamenti, "ricordiamo comunque la necessità, così come dettagliatamente spiegato dalla Cassazione nella sentenza di aprile 2013, che anche tutti gli altri elementi ad oggi noti, ovvero i numerosi indizi a carico di Alberto Stasi, dovranno concorrere alla valutazione finale, in una lettura unitaria e corretta dal punto di vista logico e giuridico".