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Coronavirus

Lotta alla pandemia

Speranza: "Dialogare con chi ha paura, i vaccini sono simbolo di libertà"

“I vaccini - ha detto il Ministro della Salute - sono quanto di più straordinario avessimo potuto mettere in campo contro il virus, abbassano la curva del contagio e sono la chiave per aprire una fase diversa, i vaccini sono simbolo di libertà, ci permettono di riaprire gli spazi di partecipazione, stadi, teatri, cinema” 

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Le persone che non sono convinte dell’efficacia dei vaccini sono ormai una minoranza, una parte lo è spesso per ragioni ideologiche ma esistono persone che hanno una paura irrazionale, e con queste il dialogo va tenuto aperto”. Questo è l’auspicio del Ministro della Salute, Roberto Speranza, intervistato da Anna Ammirati a C’era una volta, il nuovo programma di Rai Radio Live, in onda sabato 25 settembre alle 11. Tema della puntata, le “paure”. Quelle dei dubbiosi sull’opportunità di fare il vaccino, innanzi tutto. Speranza tende loro una mano: “Dobbiamo fornire tutti gli elementi possibili per tranquillizzare i cittadini che hanno questo timore. I dati che raccogliamo dicono che i vaccini sono efficaci e sicuri”.

“I vaccini - prosegue il Ministro - sono quanto di più straordinario avessimo potuto mettere in campo contro il virus, abbassano la curva del contagio e sono la chiave per aprire una fase diversa, i vaccini sono simbolo di libertà, ci permettono di riaprire gli spazi di partecipazione, stadi, teatri, cinema”, dice, il Ministro. Incalzato dalle domande della conduttrice, Speranza prosegue: “Bisogna insistere con garbo e intelligenza e mai essere aggressivi con gli indecisi, sono certo che questa sia la strada per aumentare la copertura vaccinale nel nostro paese”. E poi conclude su questo tema: “è umano avere paura, io stesso temevo che i vaccini non arrivassero in tempo e poi dal 27 dicembre del 2020 ha avuto inizio un percorso virtuoso”. 

 “Attorno al vaccino si sta consumando una inaccettabile diseguaglianza che va colmata - insiste Speranza - la macchina pubblica nel nostro paese funziona, ma non è così in tutto il mondo: ci sono paesi che non hanno le risorse per acquistare i vaccini, c’è bisogno di un impegno globale; al recente G20 che ho presieduto abbiamo deciso, con tutti i ministri della salute, di fare uno sforzo comune per abbattere queste diversità”.

Prima della fine dell’intervento del Ministro, spazio per una domanda sulle paure personali, il tema della trasmissione della Ammirati, e alla domanda “le paure di Roberto?” il ministro ha così risposto: “Da ragazzo non avevo paure, se non quella di perdere i genitori. Oggi se penso a una paura, è legata al tempo che passa, perché si perdono per strada persone amate. È il trascorrere del tempo la mia paura”.