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POLITICA

Mestre

Speranza: scissione Pd di fatto c'è già stata

Incontro con Pisapia

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"Renzi ieri non ha risposto alle richieste poste da molti di noi con forza. In questi mille giorni di governo si sono create rotture profonde con il nostro popolo, dal Jobs act alla riforma della scuola".

Lo ha sottolineato Roberto Speranza all'indomani dell'assemblea nazionale del Pd che ha sancito una rottura all'interno del partito, nel corso di un incontro "Dialoghi a sinistra", svoltosi a Mestre-Venezia, insieme all'ex sindaco di Milano, Giuliano Pisapia.

"In queste ore stiamo parlando di scissione - ha ribadito Speranza - ma di fatto c'è già stata la scissione. Molti mi dicono non ce la faccio più a stare in questo partito. Allora o c'è spazio per ricucire le fratture dentro il Pd oppure non vale la pena di fare il congresso", ha concluso.

Pisapia: scissione è sempre una sconfitta
"Io credo che una scissione sia sempre una sconfitta. Parlando da avvocato dico che quando c'è un divorzio, una separazione, un buon avvocato ma anche un buon amico dei due, fa di tutto per evitare la separazione, ma quando vede che due comunità si scontrano da tempo, forse la scelta, che io non mi sarei mai augurato, è di prenderne atto e cercare poi di costruire le basi per un cammino comune che non vuol dire rifare un partito unico", ha invece detto Pisapia.

"La sconfitta oggi è per il Pd - ha ammonito Pisapia- che è un partito che già nel suo statuto ha un problema di fondo e cioè che il segretario del partito è anche il presidente del Consiglio, ma è un grosso errore perché si tratta di figure diverse. Il segretario deve andare tutti i giorni nei circoli e pensare al partito - ha spiegato - mentre il presidente del Consiglio deve pensare al paese".

"Il problema è che qui si sono messe insieme persone che hanno cammini diversi, che spesso si sono combattute tra di loro e che in passato si sono scontrate. Qui bisogna prendere atto di questa scelta, il Pd farà le sue scelte. Oggi abbiamo nel Paese milioni di persone di sinistra e centrosinistra che non hanno una casa comune, allora facciamo un condominio dove non si litighi a ogni assemblea", ha concluso.