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ECONOMIA

Un sospiro di sollievo per il governo

S&P conferma il rating dell'Italia e scommette sul sostegno dalla Bce

S&P conferma il rating italiano a 'BBB', con prospettiva negativa. Confida nelle misure del governo e nell'intervento della Bce. Incertezza su ripresa: salgono deficit e debito

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In concomitanza con il Def e l'ipotesi di una maxi-manovra anti-coronavirus da 150 miliardi di euro arriva la prima valutazione di una società di rating. Standard and Poor's lascia invariato il rating dell'Italia a 'BBB', mantenendo però l'outlook negativo. Per gli investitori si tratta di un sospiro di sollievo: molti temevano un downgrade del belpaese e un suo conseguente avvicinamento al livello 'junk', spazzatura, che si ha con valutazioni da BB in giù. A pesare sull'Italia restano le zavorre di sempre: una crescita strutturalmente debole e un debito pubblico molto elevato. 

Le speranze di S&P sono riposte non solo nella manovra delineata dal governo ma anche nell'intervento della Bce: "ci attendiamo che il nuovo debito dell'Italia - scrivono gli esperti dell'agenzia internazionale - sarà acquistato dalla Banca Centrale Europea tramite i programmi preesistenti e nuovi, compreso quello da 750 miliardi di euro chiamato Pepp" (pandemic emergency purchase programme). Così - è la valutazione dell'agenzia - il governo italiano sarà in grado di finanziarsi a tassi nominali intorno allo 0,8% in media quest'anno.

Di fatto S&P non si esprime sull'Italia in attesa di capire come sarà la ripresa e quali saranno i reali contenuti dell'accordo europeo. L'agenzia avverte che "sarà possibile una revisione al ribasso del rating dell'Italia se il debito non sarà messo su una chiara via in discesa nel corso dei prossimi tre anni e "se ci sarà un marcato deterioramento delle condizioni di credito che metta a repentaglio la sostenibilità delle finanze pubbliche, per esempio a causa di misure non sufficientemente di sostegno da parte dell'area euro".

S&P prevede che il Pil italiano si contrarrà del 10% nel 2020 e poi si riprenderà nel 2021, con un rimbalzo positivo del 6,4%. Il tasso di disoccupazione si attesterà all'11,2% quest'anno, il deficit salirà al 6,3% del Pil alla fine del 2020 e i debito si avvicinerà al 153%. 

La pagella di S&P anticipa quelle di Moody's e di Fitch, che arriveranno rispettivamente il prossimo 8 Maggio e il prossimo 10 Luglio. Moody's dà all'Italia un rating Baa3, solo un gradino al di sopra del livello junk, dopo il declassamento dell'ottobre 2018, mentre Fitch le assegna BBB, due livelli sopra il non-investment grade, come S&P.