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ECONOMIA

Stati Generali

Confesercenti: impatto lockdown pesantissimo, puntare su credito e liquidità

"Stimiamo che a fine anno la flessione dei consumi possa essere tra i 91 e i 110 miliardi, ben superiore ai 75 miliardi di euro stimati dal Def". Il ministro Catalfo: "Intendiamo  continuare a sostenere commercianti e artigiani con tutti gli strumenti e le risorse possibili"

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"Le misure di lockdown hanno avuto un impatto pesantissimo sulle imprese, in particolare nel commercio, nel turismo e nei servizi. Stimiamo che a fine anno la flessione dei consumi possa essere tra i 91 e i 110 miliardi, ben superiore ai 75 miliardi di euro stimati dal Def". Così la delegazione di Confesercenti, guidata dalla presidente Patrizia De Luise, intervenendo agli Stati Generali dell’Economia. Tra gli interventi urgenti richiesti da Confesercenti, misure ad hoc per il turismo. "Serve un piano straordinario - ha spiegato De Luise - La nostra proposta è di istituire ‘zone franche’ del turismo, che prevedano fiscalità di vantaggio per visitatori stranieri ed imprese. In Italia ci sono 71 comuni che registravano, prima della crisi, oltre 500mila pernottamenti di turisti stranieri all'anno, e che sono a nostro avviso candidabili ad ottenere lo status di zona franca del turismo. Dobbiamo anche spingere il rinnovamento delle strutture ricettive con la revisione del tax credit".

I rappresentanti di Confesercenti hanno inoltre presentato al premier Conte due nuovi capitoli da aggiungere al Piano di Rilancio del Paese. "In primo luogo credito e liquidità, leve su cui dobbiamo ricostruire il rilancio. Il sistema credito italiano continua ad essere inefficace, in particolare per le piccole e microimprese, considerate più rischiose dalle banche. Un ostacolo che impedirebbe alle attività minori l’accesso ai prestiti che il piano Next Generation EU potrebbe sbloccare. Serve un Micro-Firm Supporting Factor, un fattore di sostegno per il finanziamento delle piccole e microimprese, e una Centrale Rischi Commerciale che censisca l’abilità delle imprese di far puntualmente fronte ai propri debiti. Per quanto riguarda l’emergenza attuale, invece, invochiamo una concreta semplificazione del processo di accesso ai prestiti agevolati di 30mila euro per le imprese. Si preveda una forma automatica di accoglimento della domanda su posizioni già deliberate".

Il secondo grande tema di intervento ha a che vedere con le nuove tendenze innescate dall’emergenza nel commercio. "Il lockdown ha portato i cittadini a riscoprire il valore del servizio degli esercizi di vicinato - ha aggiunto De Luise - però si è assistito ad un sempre più ampio ricorso all’online, nella forma di acquisti dei consumatori ma anche di adozione, da parte delle piccole imprese, di nuovi modelli. Per accompagnare e agevolare questo processo, occorre creare una piattaforma digitale, pubblico-privata, che permetta alle imprese di gestire, con costi ridotti, pagamenti, prenotazioni, servizi di asporto e consegne a domicilio dei prodotti, anche impiegando il modello delle partnership. La rivoluzione digitale deve essere pienamente realizzata anche sul piano fiscale, pure sui meccanismi impositivi attualmente in vigore per i grandi Player online. Non una semplice web tax, ma una riforma che tenga conto del digital shift delle economie". "La spinta alla rivoluzione digitale - ha concluso la Presidente di Confesercenti - deve essere accompagnata da una revisione dell’attuale sistema di locazione commerciale. Anche in questo caso dobbiamo introdurre misure incentivanti, a favore sia del locatore che del locatario. Creiamo un meccanismo di ‘tassazione flat’ sul reddito prodotto dall'affitto di locali commerciali, da concedere a fronte di una riduzione almeno del 30% del canone previsto dal precedente accordo di locazione".

Catalfo: governo sostiene commercianti e artigiani 
"Intendiamo continuare a sostenere commercianti e artigiani con tutti gli strumenti e le risorse possibili. È un nostro preciso dovere nei confronti di realtà che rappresentano una colonna  portante del tessuto produttivo". Lo ha detto il ministro del  Lavoro Nunzia Catalfo al tavolo degli Stati generali. "Dobbiamo incentivare l'apprendistato, rafforzare la  formazione tecnica e professionale, favorire l'ingresso e una maggiore partecipazione delle donne. Per questo - ha detto - nel Family Act abbiamo previsto che una quota di riserva della dotazione del Fondo di garanzia per le pmi sia destinata all'avvio delle start up femminili e al loro accompagnamento per i primi due anni. Catalfo ha riferito di  aver firmato, insieme al ministro dell'Economia Roberto Gualtieri, il decreto - ora alla Corte dei Conti - che  trasferisce circa 250 milioni al fondo artigiani, previsto dal decreto Rilancio.

Boccia: concertazione è un valore insostituibile
"Come si usa dire per distinguere la preziosa attività di ogni artigiano, mentre le macchine fanno pezzi tutti uguali e scartano quelli diversi, gli artigiani fanno pezzi tutti diversi proprio perché ogni pezzo è unico e ha una storia diversa dall'altro. Nell'emergenza Covid-19 abbiamo fatto un po' come gli artigiani perché ogni Dpcm era diverso dall'altro, i problemi cambiavano ogni giorno e ogni giorno servivano soluzioni diverse. Soluzioni che abbiamo costruito insieme, confrontandoci sempre con le parti sociali e gli enti territoriali. Per questo il lavoro congiunto con i corpi intermedi è prezioso, così come fondamentale per tenere unito il Paese resta la concertazione". Così il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia, intervenendo agli Stati generali a Villa Pamphilj, nel corso degli incontri della mattina con le categorie produttive. "Chi rappresenta le istituzioni non può prescindere dalla concertazione; io appartengo ad una scuola di pensiero opposta a quella di coloro che, in una certa fase della storia, dicevano che non serviva a nulla ed era una perdita di tempo. Meglio impiegare qualche giorno in più per prendere una decisione, ascoltando tutti e approfondendo i temi, così come stiamo facendo con 'Progettiamo il rilancio', che commettere errori dopo. Il 'Piano di rilancio' riguarda la vita del Paese del prossimo decennio, regola un nuovo rapporto con l'Europa che è cambiata in meglio e oggi abbiamo il dovere, insieme, di decidere le priorità su sanità, scuola, ambiente, ricerca e lavoro. Stiamo costruendo uno Stato moderno, veloce, digitale e sempre solidale. E dobbiamo farlo concertando perché questa è la forza del nostro Paese".

Confartigianato: investire tutte le risorse Ue 
"L'Italia può ripartire ponendo le imprese e il lavoro al centro degli investimenti da realizzare usando tutte le risorse europee". Lo ha sollecitato il Presidente di Confartigianato Giorgio Merletti intervenuto al confronto con il premier Giuseppe Conte e i rappresentanti del Governo durante gli Stati Generali dell'economia. "Mi auguro - ha detto Merletti a Conte - che queste giornate siano dedicate dal Governo non tanto a 'sentirci' quanto ad 'ascoltarci'. Il vero rischio non è porsi obiettivi troppo alti e non raggiungerli, ma porseli troppo bassi e raggiungerli". Merletti ha indicato una serie di proposte contenute in un documento consegnato al Governo e ha ribadito il sì convinto di Confartigianato all'Europa e all'euro. "Dobbiamo utilizzare tutte le risorse europee, senza preconcetti, per realizzare le riforme necessarie, da un lato, a recuperare ritardi, inefficienze e diseconomie esterne alle imprese e, dall'altro, a valorizzare il nostro tessuto produttivo, di cui la piccola impresa di territorio è il punto di forza, modello capace di coniugare la sostenibilità ambientale, economica e sociale e che ci ha permesso di rimanere il secondo maggior Paese manifatturiero in Europa e leader globale nei settori di punta del made in Italy, dall'agroalimentare alla moda, dal legno-arredo alle meccanica. A questo proposito va colta l'occasione per consolidare e irrobustire le nostre imprese con una nuova Legge quadro dell'artigianato che si ispiri al modello europeo".  Il Presidente di Confartigianato ha poi sollecitato la semplificazione e l'efficientamento della burocrazia. "Le riforme finora proposte - ha detto - non hanno avuto successo perché vincolate a tre condizioni: invarianza delle procedure, costo zero, invarianza delle competenze dei diversi soggetti istituzionali ai diversi livelli di governo. Così non si può fare", ha aggiunto.  "Serve una riforma del fisco - ha aggiunto Merletti - che preveda l'introduzione generalizzata del contrasto di interessi per rimuovere le sacche di evasione e contrastare l'abusivismo".  In tema di finanza d'impresa, il Presidente di Confartigianato ha indicato la necessità di superare le criticità strutturali che ostacolano l'accesso al credito da parte delle piccole imprese.