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MONDO

Rapiti dalle milizie governative

Sud Sudan, allarme Unicef: centinaia di bambini strappati alle madri per farne dei soldati

La mortalità infantile, in Sud Sudan, è del 75%. Chi sopravvive affronta la denutrizione e le malattie, nel Paese in cui la crisi umanitaria di livello 3 - uguale alla Siria - è quasi del tutto ignota. Le milizie governative rapiscono gli adolescenti per arruolarli come bambini-soldato. 

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Non bastava il rapimento di 89 ragazzini per spedirli a combattere come bambini-soldato denunciato pochi giorni fa dall'Unicef. Oggi l'agenzia Onu per l'infanzia lancia un allarme ancora peggiore: teme che siano centinaia i bambini rapiti a metà febbraio nelle zone nord-orientali del Sud Sudan. A strapparli dalle loro famiglie sarebbe stata una milizia filogovernativa.

Il rapimento a metà febbraio
Fonti locali sentite dall'Unicef parlano di un gruppo di uomini armati arrivato nella cittadina di Wau Shilluk, nello stato dell'Upper Nile per andare di casa in casa portando via con la forza tutti i ragazzini con più di 12 anni. O che almeno ne avessero l'aspetto. 

Così si distruggono le comunità sud-sudanesi
Lo ha detto Jonathan Veitch, responsabile di Unicef in Sud Sudan: "Il reclutamento e l'impiego di bambini da parte delle forze armate distrugge le famiglie e le comunità" che non hanno nessuno con cui fare proseguire la loro sopravvivenza.

Onu: livello di emergenza uguale alla Siria (ma la crisi viene ignorata)
Le Nazioni Unite hanno classificato come di livello 3, il più grave, la crisi umanitaria in Sud Sudan. Come la Siria. Ma non se ne sente mai parlare. Dopo indipendenza, raggiunta dopo 20 anni di conflitto nel 2011, il Sud Sudan conta 2 milioni di sfollati, 500 mila profughi - di cui tre quarti bambini - fuggiti nei Paesi confinanti. E in parallelo ha accolto 250 mila sudanesi arrivati dopo la fine della guerra civile. Mancano cibo e acqua potabile, mancano medicine e medici, mancano case e protezione. Ci sono 235 mila bambini denutriti sotto i 5 anni, i sopravvissuti in una terra dove la mortalità infantile super il 75%. E così il Sud Sudan si è guadagnato, nell'indifferenza, il primato di Paese più vulnerabile del mondo. 

Il Sud Sudan: lo Stato più giovane e prostrato del mondo
Oltre 50 anni di conflitto, due guerre civili e milioni di morti hanno trasformato il Sud Sudan nello Stato più indigente del mondo, oltre che il più giovane: è nato il 9 luglio del 2011, a maggioranza di fede cristiana, dopo la secessione dal nord, arabo e di fede musulmana.

Grande come la Francia, ospita 11 milioni di persone in condizione di povertà estrema: mancano cibo e acqua potabile, nessuno sbocco sul mare, meno di una manciata di km di strade asfaltate.

La fragilissima economia dipende dal petrolio che però viene raffinato a Khartoum e Port Sudan, in Sudan. La politica è preda della faida tra Dinka e Nuer, i due maggiori gruppi etnici. E' Dinka il presidente Salva Kiir mentre è Nuer il suo avversario ed ex vice Riek Machar, oggi leader dei ribelli. Entrambi sopra i 60 anni, hanno firmato il primo febbraio la cosiddetta intesa di Arusha - da nome della città della Tanzania - per un cessate il fuoco e la pace dopo 15 mesi di conflitto intestino.