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POLITICA

Movimento cinque stelle

Tav, lettera Di Maio: 'Analisi negativa e opera devasterebbe territorio'

Lunga mail del leader M5s indirizzata ai parlamentari

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"Per fermare il Tav ci sono due passaggi. Il primo è quello del blocco dei bandi (sui quali bisogna decidere entro questo lunedì) e ciò può avvenire o tramite una delibera del consiglio dei ministri o tramite un atto bilaterale Italia - Francia che intervenga direttamente sul Cda di Telt ( la società italo francese che gestisce gli appalti del Tav)".

Lo scrive il vicepremier Luigi Di Maio, in un lungo messaggio indirizzato ai parlamentari M5S, in vista della riunione di questa sera fissata alle 19 a Montecitorio.

"Sulla strategicità dell'opera abbiamo ragione su quello che abbiamo sempre sostenuto". Così il vicepremier Luigi Di Maio nel messaggio inviato ai parlamentari 5 stelle spiega qual è la situazione sulla Tav Torino-Lione dopo il vertice di stanotte e in vista dell'assemblea congiunta M5s di questa sera.

"Passano sempre meno merci rispetto alle previsioni e gli aumenti futuri non giustificano l'opera - prosegue - se partisse oggi, l'opera sarebbe ultimata tra più di dieci anni. Secondo i tecnici consultati, per trasportare merci, per esempio dalla pianura padana a Parigi, risulterà più conveniente per le aziende passare dal percorso stradale. Infatti nel 2030, con il Tav, le merci dovrebbero essere comunque trasportate via tir fino a Torino, caricate sul treno merci, caricate su altri tir a Lione e da lì trasportate fino a Parigi. Il costo di tutte queste operazioni per le aziende sarà molto alto, più alto che passare per l'attuale percorso stradale (per non parlare del fatto che i tecnici sostengono che lo sviluppo tecnologico e dell'elettrico sui tir, potrebbe accentuare ulteriormente questa convenienza per le aziende)". "Lato passeggeri invece - prosegue Di Maio - durante il vertice di ieri, i tecnici ci hanno mostrato che per raggiungere il break-even per fattibilità lato passeggeri, servirebbero ogni 30 milioni di costo unitario, almeno 7 milioni di passeggeri all'anno. In questo caso il costo unitario del Tav Torino-Lione di 170 milioni di euro a fronte di un incremento passeggeri nel primo anno che passa da 700.000 persone a poco più di un milione. Questi sono dati inoppugnabili".

"L'analisi costi benefici commissionata dal Mit - aggiunge - riguarda sia la Francia che l'Italia, ed è fortemente negativa. Anche l'analisi per singolo paese riguardante solo l'Italia risulta essere ugualmente negativa a causa dei mancati guadagni sulle accise sul carburante e sui pedaggi autostradali. Il coefficiente di beneficio in questo caso è di 0,20%. Ovvero ogni euro investito, fa rientrare 20 centesimi. Gli effetti negativi sono comunque di mezzo miliardo di euro se eliminiamo accise e pedaggi. Per non parlare, aggiungo io, della devastazione del territorio della Val di Susa".

Lega per avvio bandi, M5s contrario ma no scontri in Cdm
Sui bandi dell'Alta velocità Torino-Lione le posizioni rimangono le stesse. La Lega con Matteo Salvini è a favore dell'avvio dei contratti in scadenza lunedì e il Movimento 5 stelle con Luigi Di Maio è contrario. In mezzo c'e' il presidente del Consiglio Giuseppe Conte che sta lavorando a una mediazione e, anche per questo, nel primo pomeriggio ha incontrato il direttore generale di Telt Mario Virano. Ma qualificate fonti di governo di entrambi i partiti smentiscono le indiscrezioni secondo le quali vi sarebbe l'intenzione di portare il tema sul tavolo del Consiglio dei ministri in programma stasera. Fonti M5s in particolare smentiscono che da parte del Movimento vi sia l'intenzione di chiedere una delibera del Consiglio per fermare i bandi, mentre fonti governative leghiste spiegano che, dal punto di vista tecnico, non è necessario un passaggio in Cdm e che dal governo è attesa una decisione di indirizzo politico.